Sicurezza
Zavettieri, nove partite in 34 giorni
Il tecnico condizionato dal maltempo: «La neve non permette di allenarci»
LUCCA. All’andata la Lucchese gli portò decisamente bene. Al suo debutto casalingo sulla panchina rossoblù Annunziato «Nunzio» Zavettieri, 47 anni, s’impose 1-0 sui rossoneri allora guidata da Guido Pagliuca. Una vittoria fortunosa perché dopo il gol del vantaggio iniziale i rossoneri, nella ripresa arrivarono ad un passo dal pareggio con Biasci che fallì una palla destinata a gonfiare la rete. «Ricordo bene quella partita. - racconta Zavettieri - Ma la Lucchese di oggi è un’altra squadra e non merita affatto la posizione che ha in classifica. Sono preoccupato perché troveremo una squadra che avrà voglia di rivalsa dopo la sconfitta nel derby con la Carrarese. Oltretutto sono un po’ tifoso dei rossoneri. Quando allenavo il Ventpils in Lettonia ho fatto due amichevoli al Porta Elisa con la Lucchese allora guidata dall’amico Giancarlo Favarin. E l’anno scorso ho allenato un ragazzo eccezionale, a cui sono molto legato e che è stato svezzato a Lucca: Francesco Fedato». Ma non c’è tempo per i sentimenti. L’Aquila ha bisogno di punti pesanti per raggiungere l’obiettivo agognato: i playoff. «Il maltempo ci ha condizionato. La neve caduta in Abruzzo oltre a far rinviare due partite (Pontedera e Tuttocuoio) ci ha costretto ad allenarci in modo saltuario e con grande fatica. Adesso abbiamo tre partite in otto giorni (Lucchese, il recupero con il Pontedera e il match con la Reggiana) e in 34 giorni dovremmo giocare 9 volte. Turnover? Vedremo. Di certo gioca Virdis assente domenica scorsa. Purtroppo mi mancherà Maccarone che ha un problema fisico». Nativo di Reggio Calabria, Zavettieri inizia da ragazzino militando in formazioni di serie D. «Quattro anni alla Paolana - dice - Ero un centrocampista alla Pirlo, ma senza le sue qualità tecniche. A 22 anni sono andato a Perugia per studiare all'Isef. Giocavo prima nell’Ellera, formazione umbra con un certo Serse Cosmi a fine carriera. Poi sono andato a Bastia sempre in D. Tornato in Calabria ho giocato in A di calcio a 5». Ad inizio anni Duemila, inizia la vera carriera da allenatore di calcio. Prima a Venezia, poi Udinese (Primavera, finali scudetto) quindi nel 2008-2009 da allenatore degli Allievi nazionali dell'Inter. «Di quella squadra mi è rimasto nel cuore Crisetig che lanciai da mediano davanti la difesa. Un ruolo che riveste in serie A nel Cagliari». Il suo modello di riferimento? Zavettieri non ha dubbi: Luciano Spalletti. «A Udine lui è stato per me un vero maestro».
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