Sicurezza
Bacci: «Niente proroga, il 23 la Pugilistica se ne va»
LUCCA. Un “niet” alla richiesta di una proroga alla Pugilistica che entro il 23 dovrà lasciare i locali del Porta Elisa. Lo dice chiaro e tondo, senza lasciare margini di trattativa, il patron Andrea...
LUCCA. Un “niet” alla richiesta di una proroga alla Pugilistica che entro il 23 dovrà lasciare i locali del Porta Elisa. Lo dice chiaro e tondo, senza lasciare margini di trattativa, il patron Andrea Bacci in una improvvisata conferenza stampa allo stadio dopo avere parlato alla squadra in vista della gara con la Spal. Bacci tira dritto. In mattinata il presidente della Provincia Stefano Baccelli aveva scritto al presidente per chiedere un rinvio dello sfratto della Pugilistica in attesa che siano pronti gli spazi all'interno dell'istituto Fermi che necessitano di interventi di adeguamento per i quali occorrono due mesi di lavoro. Una richiesta che Bacci ha rimandato indietro: «È stata trovata una soluzione perché solo ora ci si è mossi, ma non rimprovero l'assessore Marchini: a volte le volontà politiche si muovono quando non ci sono più spazi. – dice Bacci – Baccelli mi ha chiesto di soprassedere, ma non posso farlo. Il 23 sgombriamo i locali. Oggi (ieri ndr) alla Figc sono arrivate lettere poco belle sul mio conto». Bacci è un fiume in piena. E tocca il tema della redistribuzione delle quote. La prevista assemblea dei soci è slittata per un problema legato alla costituzione della nuova società (Lucchese Partecipazione) che riunirà i soci lucchesi per una percentuale tra il 13 e il 15%. «Le novità sono tante, ma non c'è niente di ufficiale. Qualche socio lucchese è uscito ed altri hanno ridotto le quote. Lunedì è la data di scadenza per ripianare le perdite. Ho avuto riscontro in questi giorni di soci responsabili e attaccati alla Lucchese, che hanno fatto fronte agli impegni pregressi, mentre altri polemizzano in ambienti frequentati dal sottoscritto e non intendono fare fronte alle proprie responsabilità. Nomi illustri che hanno occupato un ruolo in questa società (Giannecchini, ndr) devono riflettere prima di discutere sull'operato dell'attuale governance». (n.n.)
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