Il Tirreno

Lucca

LA PUNTA: «VOGLIO VENDICARMI DELLA SCONFITTA CON IL FORLI’»

di Nicola Nucci

LUCCA. Non parlate di Savona a Francesco Forte. L’attaccante figlio d’arte - papà Giampietro negli anni Settanta era un talento capace di segnare in tre stagioni nel Siena oltre 40 reti - ha un...

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LUCCA. Non parlate di Savona a Francesco Forte. L’attaccante figlio d’arte - papà Giampietro negli anni Settanta era un talento capace di segnare in tre stagioni nel Siena oltre 40 reti - ha un ricordo, recentissimo (era metà dicembre), che ancora non riesce a digerire. «Una delle mie ultime apparizioni con la maglia del Forlì. - racconta l’attaccante rossonero - Vincevano 1-0 e nei minuti di recupero loro hanno ribaltato il risultato. È finita 2-1 e io, uscito al 70’ con la squadra in vantaggio, non riuscivo a crederci. Più che gli spettatori ci condizionò il vento. Bisogna stare attenti alle parabole perché non è facile controllare la palla in certe situazioni atmosferiche che lì, mi dicono, si ripetono sovente. Visto il precedente ci terrei moltissimo a batterli. Si tratta di uno scontro diretto ed è l’ora di ricominciare a vincere». A Lucca l’attaccante si è subito integrato con i compagni: «Lo spogliatoio è affiatato e c’è grande sintonia con il mister. Sono sicuro che nel giro di un paio di partite la zona playout resterà un brutto ricordo». Non è la forza fisica, il colpo di testa, l’agilità o il modo di proteggere la palla la caratteristica principale di Forte: «Se mi dicessero di descrivermi non avrei dubbi: il mio punto di forza è il lavoro. Credo di essere un maniaco perché mi alleno con grande intensità e pretendo il massimo da me stesso». È l’alter ego di papà Giampietro: il genitore testa calda, il figlio tranquillo e riflessivo: «Non voglio ripetere gli errori che fece quarant’anni fa mio papà. E lui mi sta dando i consigli giusti». Una data é scolpita nella sua testa: 17 aprile 2013, semifinale di ritorno di Tim Cup. Francesco Forte subentra al 28' del secondo tempo a Kuzmanovic, esordendo con la maglia nerazzurra dell’Inter. Pochi giorni e arriva anche la prima volta in campionato, il 28 aprile, a Palermo, al 41' del secondo tempo. All'Inter la punta romana, classe 1993, era arrivato dal Tor Tre Teste, una delle scuola calcio più importanti del panorama romano. Un talento che si è un po' smarrito nell'impatto col calcio professionistico. Prima al Pisa (3 gol), poi al Forlì (2 reti). A Lucca vuole scrivere una nuova pagina e l'inizio è stato positivo. Due gol pesanti in tre gare. La rete del momentaneo 2-2 col Pro Piacenza, dando il là alla clamorosa rimonta. Il gol decisivo dell'1-1 su rigore col Gubbio dove Galderisi lo ha schierato da attaccante di movimento alle spalle di Raicevic. A suggellare la rinascita di Forte all'ombra delle Mura è arrivata anche la convocazione con la rappresentativa di categoria della Lega Pro. Forte ha giocato un tempo.

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