Sicurezza
Reni, un addio amaro dopo 23 anni
L’addetto al prato verde del Porta Elisa: «Congedato come un ferro vecchio»
LUCCA. La notizia era nell’aria: ora è ufficiale. Renzo Reni, storico custode e manutentore del manto erboso del Porta Elisa e dell’Acquedotto in servizio permanente effettivo da 23 anni (stagione 1992-93 in B, quella del ritorno dell’Omone poi sostituito dal Professor Scoglio), lascia la Lucchese. E non lo fa per raggiunti limiti di età, anche se gli anni non sono più quelli verdi. Se ne va con l’amarezza di chi si sente usato e gettato via: «Non c’è rispetto per le persone. - commenta amaro l’ormai ex custode -Neanche per chi, pur non essendo mai stato tesserato, è talmente affezionato alla Lucchese da lavorare anche d’estate sotto il solleone per mettere a dimora i ciuffi d’erba e rizollare e risistemare il campo del Porta Elisa (luglio 2013). Quando chiedi ciò che ti spetta perché pattuito ad inizio stagione (500 euro mensili), attendi 3-4 mesi invano e poi dopo aver supplicato di ricevere le spettanze ti danno quei quattro soldi come si ti facessero un favore, allora vuol dire che il rapporto si è deteriorato e non è più possibile proseguire». La società con lui ha parlato chiaro: «Mi hanno saldato con due assegni (uno da riscuotere subito, uno a febbraio) prima della sfida con il Tuttocuoio. È la nuova regola: chi protesta per i ritardi di mesi nei pagamento se ne va». Chi sostuirà lo storico custode? Logico, la Coam. L’azienda ha stipulato con la Lucchese un contratto per la prestazioni di servizi per la gestione del servizio di manutenzione ordinaria e pulizia nei complessi sportivi del Porta Elisa, Acquedotto, Saltocchio, Carignano e Pontetetto per un importo annuo di 126mila 500 euro che comprende sabbiatura, trasemina, diserbo, bucatura, carotatura e trattamenti anti parassitari allo stadio e agli altri campi. «Fanno tutto loro. E pensare che tante volte ho pagato la benzina rinunciando per amore del club a parte dei compensi». Il vecchio custode chiude la porta. Un’epoca è tramontata. Speriamo che non la si debba rimpiangere.
Luca Tronchetti
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