Il dolore
LA PUNTA: «CHE EMOZIONE IL PORTA ELISA»
LUCCA. «Mi vengono già i brividi a pensare che domani pomeriggio salirò la scaletta che porta al campo e rivedrò gli splendidi tifosi che l’anno scorso ci hanno trascinato verso una promozione in cui...
LUCCA. «Mi vengono già i brividi a pensare che domani pomeriggio salirò la scaletta che porta al campo e rivedrò gli splendidi tifosi che l’anno scorso ci hanno trascinato verso una promozione in cui credevano soltanto dei pazzi come noi. Una cosa è certa: se segno non esulto». Quando parli della Lucchese a Luca Caboni, 27 anni, attaccante con due reti all’attivo nei rossoneri del Pro Piacenza («erano quattro - dice la punta - se non mi avessero annullato il gol realizzato contro l’Ascoli e l’arbitro avesse convalidato la rete con il Tuttocuoio visto che la palla aveva varcato la linea bianca») l’emozione traspare dalla voce. «Non me ne sarei voluto mai andare da Lucca e dalla Lucchese. - prosegue l’attaccante - Perché quel 4 maggio a Correggio non lo dimenticherò sino all’ultimo dei miei giorni. Ma non potevo restare in un club che mi offriva il minimo contrattuale con vitto e alloggio a carico. Così quando è arrivata l’offerta del Pro Piacenza analoga a quella della scorsa stagione in D, nonostante il tentativo di mister Pagliuca di trattenermi, a malincuore ho accettato. Ma non me ne pento perché ho trovato una società che non mi fa mancare niente, un tecnico perbene e preparato e un ambiente sano con gente che sin dall’inizio sapeva bene di dover lottare per evitare l’ultimo posto in classifica in virtù della penalizzazione di otto punti. Sino a 20 giorni fa come me c’era Fabio (Aliboni) che poi ha preferito avvicinarsi a casa (debutterà nella Massese)». Nelle ultime tre partite il Pro Piacenza ha collezionato 7 punti (pari a Pontedera e doppia vittoria a L’Aquila e in casa con il Gubbio). «Ci siamo rafforzati. Sono arrivati Sall, Mascolo e soprattutto Alessandro, un attaccante che l’anno scorso nel Real Vicenza segnò 17 reti. Io quest’anno gioco esterno alto nel 4-3-3 di Franzini. Al Porta Elisa non sarà facile, ma noi entriamo in campo con una fame doppia degli altri proprio come l’anno scorso nella Lucchese». Di fronte troverà, tra gli altri, un grande amico: Andrea Calistri: «Alla punta centrale dirò di stargli alla larga. È una persona fantastica prima che un giocatore di grande livello. Io lo chiamavo “il Muro” perché anche in allenamento era difficile saltarlo. Ci sentiamo spesso anche attraverso Facebook (in comune hanno lo stesso procuratore) e ogni volta è una festa. Per me è la faccia pulita della Lucchese. Una persona cristallina, una di quelle che fanno bene al calcio».
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