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Se ne va il responsabile della sicurezza

Luca Tronchetti
Se ne va il responsabile della sicurezza

Antonio Di Sotto referente del Gos e collante con la questura lascia la Lucchese. Senza un sostituto la partita non si gioca

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LUCCA. Dura 18 mesi l’esperienza nella Lucchese di Antonio Di Sotto, 51 anni, una vita trascorsa in questura e per una dozzina d’anni capo scorta all’allora presidente del Senato, Marcello Pera. Perché da sabato scorso il responsabile del Gos (gruppo operativo sicurezza) e della sicurezza strutturale dello stadio (licenze di polizia amministrativa) non fa più parte del club rossonero.

Ha presentato una lettera di dimissioni al consiglio di amministrazione (a cui nessuno avrebbe risposto) ricevendo soltanto attestati di stima da qualche socio di minoranza primo tra tutti Moreno Micheloni responsabile dello Slo (supporters Supporter Liaison Officer, una figura introdotta dall'Uefa con lo scopo di migliorare il rapporto tra il club e i propri tifosi) che ha curato con Di Sotto i rapporti con la questura e gli organi preposti alla sicurezza interna del Porta Elisa.

L’anno scorso Antonio Di Sotto si era prestato a fare un po’ di tutto: dal responsabile della sicurezza, al team manager accompagnatore sino al segretario assieme a Dino Sironi quando si era dimesso Bruno Dianda. Con umiltà aveva svolto un lavoro oscuro quasi a livello di volontariato cercando attraverso il buon senso e di ovviare a situazioni critiche o disdicevoli.

Sette partenze. Uno dopo l’altro- per motivi diversi - non fanno più parte del progetto il tecnico Guido Pagliuca, il secondo Stefano Fracassi, il responsabile del settore giovanile Antonio Paolini, il responsabile scouting Francesco Panfili e diesse Bruno Russo mentre prima dell’avvio del campionato era stato messo in ferie prolungate il dg Giorgio Rosadini. Con l’addio di Di Sotto fanno sette. Ed entro fine anno un altro storico collaboratore addetto agli impianti sportivi lascerà la Lucchese e dovrà essere sostituito.

Urge sostituto in tempi rapidi. È amareggiato Di Sotto. Gli era stato promesso un incarico più importante dopo il suo impegno nei mesi di luglio e agosto per la messa a norma del Porta Elisa e il suo lavoro con i vertici della questura (sezione amministrativa e Digos) per capire cosa fare per ottenere il nullaosta per la disputa delle partite. Adesso serve un sostituto con urgenza. Perché senza la figura del responsabile Gos che partecipi alle riunioni prima delle gare interne la partita non si disputa e la squadra viene penalizzata.

Lucchese, rischio multa. In linea teorica l’assenza dei vertici societari (Cda) al debriefing con la questura comporta una lettera di diffida al club con annessa denuncia alla procura federale che può infliggere una sanzione sino a 10mila euro. Ma essendo la prima volta che accade la Lucchese subirà solo un ammonimento.

I motivi delle dimissioni. Tutto nasce dall’iniziativa «porta un amico» (uno sportivo munito di tessera del tifoso ne porta un altro sprovvisto). Dopo vari tentativi andati a vuoto finalmente Di Sotto e Micheloni erano riusciti a convincere la questura a dare l’okay in occasione del derby con il Tuttocuoio. Ma quando si è trattato di mettere in piedi l’operazione non si è fatto nulla e dalla società è partita una telefonata che, di fatto, ha delegittimato Di Sotto e il suo lavoro. Della serie «Alla Lucchese l’iniziativa non interessa».

A quel punto il responsabile del Gos ha chiesto spiegazioni e ha atteso, invano, una telefonata della società alla questura per chiarire l’equivoco. Ma non è accaduto nulla e Di Sotto ne ha tratto le conseguenze. «Sono amareggiato. - si limita a dire l’ormai ex responsabile della sicurezza - Nessuno del consiglio di amministrazione ad oggi mi ha chiamato per chiedermi cos’è accaduto e perché mi sono dimesso. Evidentemente non servo più. Mi faccio da parte». Avanti un altro.

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