Il Tirreno

Lucca

BASKET

Le Mura, mai così male dal 2010

Fabrizio Tonelli
Un time out della panchina biancorossa (Vip)
◗
Un time out della panchina biancorossa (Vip)

Lucca: sei sconfitte nel girone di andata per le biancorosse. Serve una svolta nel gioco con schemi di attacco più efficaci

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La prima metà del campionato di A1 femminile per Gesam Gas Le Mura si chiude con un bilancio di 7 vittorie e 6 sconfitte. Bilancio che si pareggia se si conta anche la gara di Supercoppa persa a Schio.

Peggio di così la squadra aveva fatto solo nel primo anno di massima serie, la stagione 2010-2011, quando nel girone di andata (campionato a 12 squadre) conquistò solo 4 vittorie a fronte di 7 sconfitte.

Andò meglio la stagione successiva, con i numeri ribaltati: ovvero 7 vittorie e 4 sconfitte, quarta posizione alla pari con a Comense. Nel 2012-2013, la stagione delle finali Coppa Italia e scudetto, al termine del girone di andata Le Mura aveva un saldo di 7-2 ed era seconda insieme a Parma. Nella scorsa stagione 8 vinte e 2 perse, terza, dietro Schio e Ragusa.

Stavolta la situazione è diversa. Dopo 13 giornate, Ragusa imbattuta a punteggio pieno, 26; Schio a 20, Umbertide 18, S. Martino e Venezia 16. Quindi Napoli, Gesam e Battipaglia a 14. Con Gesam di fatto settima (sconfitta a Napoli e successo con Battipaglia). Quindi Cagliari, in netta flessione, a 12, Vigarano a 10, Parma 8, Orvieto e Spezia 6 e Triestina 2.

In chiave playoff (vi accedono le prime 8) vanno quindi tenute d’occhio soprattutto Cagliari e Vigarano, peraltro già battute. Il calendario alla ripresa, il 6 gennaio, proporrà la trasferta di Parma e la domenica successiva quella di Schio. Che sarà anche la prima partita che andrà in onda in diretta su Sky, dopo l’accordo tra la Lega e l’emittente di Murdoch.

Trovare equilibrio e costanza di rendimento è la grande sfida di Le Mura anche nel 2015. Insieme a qualche schema nuovo, che dia più fluidità all’attacco, oggi troppo ingessato. C’è bisogno di più flessibilità, di adattarsi di più alle caratteristiche delle giocatrici e di non ingabbiarle troppo in schemi e in sistemi di gioco che – è evidente – più di una ragazza fatica a sviluppare. Sistemi peraltro ormai noti a tutti gli allenatori di A1 e che soprattutto si dimostrano poco redditizi: tenere la palla in mano, con passaggi che arrivano fino al limite dei 24 secondi, costringe spesso le giocatrici a prendere tiri forzati. E non si può sempre vincere con la difesa, c’è bisogno di punti, di proporsi, di fare gioco, anche per frenare non solo l’emorragia di risultati, ma pure quella, altrettanto pericolosa, di pubblico. Che rischia di riflettersi sugli sponsor.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa