La protesta
Colombo contro i rossoneri sogna la vittoria «Quando giocavo non li ho mai battuti»
Da centrocampista del Como vent’anni fa all’epoca del suo debutto in B rimediò una memorabile scoppola al Porta Elisa: 5-1 con Paci che realizzò una doppietta. E 10 anni dopo, stavolta in C e sempre...
Da centrocampista del Como vent’anni fa all’epoca del suo debutto in B rimediò una memorabile scoppola al Porta Elisa: 5-1 con Paci che realizzò una doppietta. E 10 anni dopo, stavolta in C e sempre con i lariani, al Sinigaglia finì 1-1. Alberto Colombo, 40 anni, (in foto) allenatore della nuova rivelazione Reggiana (dopo i suoi trascorsi nei settori giovanili di Monza, Renate e Pro Patria) sogna di sfatare questo tabu: «Dopo le delusioni da calciatore vorrei togliermi la soddisfazione di battere la Lucchese da allenatore. Ma per riuscirci la mia Reggiana dovrà alzare il ritmo tenendo in mano il pallino del gioco. Se non saremo aggressivi con un pressing alto e costante sicuramente soffriremo una Lucchese che non merita l’attuale classifica. Ho visto i rossoneri a Pisa quando in panchina c’era Pagliuca e nelle partite con Galderisi allenatore. E in entrambe le circostanze la squadra mi è piacuta: ordinata, attenta, rapida nelle ripartenze con giocatori veloci come Ferretti e Boilini, gente brava ad inserirsi come Lo Sicco e Degeri e un centrattacco di prospettiva come Raicevic». Un allenatore umile e che sino all’anno scorso quando guidava la Pro Patria lavorava come impiegato in un’agenzia di assicurazione ad Erba in Brianza. «Ho imparato sulla mia pelle che nella vita servono certezze. Se dovesse andarmi male in panchina avrò da guadagnarmi da vivere in un altro modo anche se per chi ha giocato il profumo del campo non ha eguali. Da calciatore ho perso un treno importante quando mi voleva la Reggina del mio mentore Gustinetti che vinse il campionato e salì in serie A. Giocavo a Lecco e il Como, che deteneva il mio cartellino, mi riscattò e mi spedì, sempre in B, ma a Monza dove la squadra retrocesse. Reggiana protagonista? Godiamoci questo momento e restiamo con i piedi per terra. Sono altre le favorite». (l.t.)
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