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Lammari stanco dei mancati lavori all’impianto

Lammari stanco dei mancati lavori all’impianto

Da cinque anni il comune di Capannori non mantiene le promesse sull’adeguamento della struttura

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LAMMARI. Il Lammari vola nel campionato di Eccellenza e tiene testa a società che rappresentano comuni o club che sino a qualche anno fa militavano nei professionisti. E puntualmente ogni volta che la squadra si trova a sfidare in casa una di queste società arrivano i problemi legati all'impianto dei Laghetti. L'ultimo di questi episodi riguarda il match disputato contro il Viareggio: il pubblico ospite poneva dubbi sulla effettiva capacità del campo sportivo di Lammari a sopportarne l'afflusso tanto da far lievitare l'ipotesi di una gara giocata a porte chiuse. Alla fine la scelta di giocare con tifosi sugli spalti a Marlia. Da questa storia, che si ripete ogni anno con i principali club avversari del Lammari, il dg Vittorio Andreoni ha scritto una lettera inviata al comune di Capannori, proprietario dell'impianto dei Laghetti. Se da un lato il dirigente ringrazia l'amministrazione per aver favorito la soluzione di Marlia («buona per evitare di giocare senza pubblico») d'altro rimpiange i mancati lavori di ammodernamento che il Comune aveva sbandierato e che non sono stati realizzati. «Possibile - si sfoga Andreoni - che da 5 anni si ripete sempre la stessa storia? Siamo emigrati a Ponte a Moriano, al Porta Elisa, a Porcari e perfino Forte dei Marmi, ma con le promesse di fare qualcosa per il campo di Lammari». I lavori da fare sono diversi: attualmente l'impianto è privo di bagni pubblici adeguati (gli attuali sono in lamiera da cantiere) e mancano del tutto quelli idonei per i diversamente abili, che a Lammari sono impossibilitati a muoversi quando piove a causa della mancanza di percorsi idonei. Le tribune sono in lamiera, scoperte e scomode, dove l'umidità la fa da padrona. Inoltre, i posti a sedere sono del tutto insufficienti per un pubblico di Eccellenza soprattutto per le sfide in questi anni contro Pistoiese, Cecina, Viareggio, Lucchese, Massese, solo per citare i club più importanti. Anche il bar e il punto ristoro sono ricavati da box di fortuna, mentre è del tutto assente la biglietteria con problemi logistici quando piove per chi stacca i biglietti e controlla l’afflusso di pubblico. «Ormai - si sfoga Andreoni - siamo una realtà stabile in Eccellenza. Abbiamo bisogno di una struttura idonea per giocare nel nostro paese le gare interne». E il Comune cosa risponde?

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