Il dolore
Lucchese generosa rimonta due gol e si prende un punto
Rossoneri ancora imbattuti con Galderisi in panchina mettono alle corde l’Ancona, ma sbagliano troppo in difesa
ANCONA. A volte il calcio è una scienza esatta. Perché Galderisi tecnico della Lucchese che da allenatore era imbattuto nelle partite contro i dorici prosegue nel suo personale primato mentre Cornacchini allenatore dell’Ancona che con i rossoneri non aveva mai vinto non riesce a sfatare la tradizione e fallisce ancora l’obiettivo dei tre punti. Finisce 2-2, ma al termine diAncona-Lucchese recriminano tutti. Giuseppe Galderisi che pur allungando la striscia positiva (5 punti in 3 partite) si rammarica perché la squadra non ci ha creduto abbastanza quando i biancorossi hanno perso la bussola a centrocampo. Giovanni Cornacchini per i due legni colpiti e il modo in cui la sua squadra ha buttato via il secondo vantaggio non riuscendo a gestirlo nemmeno per 60 secondi. «Ero convinto di poterla vincere. - sostiene Nanu Galderisi - Ma alla fine potevamo pure perderla. Mi conforta che il risultato positivo arriva su un campo difficile come il Del Conero contro una squadra esperta che sa giocare la palla. Potevamo fare meglio in fase di ripartenza e invece siamo stati troppo frenetici. Questi ragazzi hanno bisogno di più tempo per crescere, ma le potenzialità ci sono e ci tireremo fuori dalla zona playout». Mastica amaro mister Cornacchini: «Il pari non è giusto. Ma se si commettono errori come quello in occasione del secondo gol della Lucchese si finisce per pareggiare una partita vinta. Sono molto arrabbiato: dovevamo amministrare diversamente la gara e sfruttare megllio le occasioni da gol avute. Dobbiamo essere più svegli: pretendevo qualcosa di più perché voglio uscire da questa situazione di classifica prima possibile. In casa purtroppo ci manca l’istinto del killer».
Gol ed emozioni. Con due ex bomber a cavallo degli anni Ottanta-Novanta come Galderisi e Cornacchini non poteva finire con uno squallido 0-0. E infatti di gol ed emozioni ce ne sono state in una partita condita da errori. L’assenza forzata di Mingazzini costringe il trainer rossonero a impiegare dall’inizio Bianchi. Il giocatore non pare a suo agio davanti alla difesa e commette un paio di errori che prestano il fianco alle ripartenze dei biancorossi in campo con un’oscena maglia blu. Nella ripresa con l’ingresso del baby Santeramo va decisamente meglio e l’Ancona si fa pericolosa soltanto sui calci piazzati. Partono meglio i padroni di casa che al primo affondo trovano il gol con D’Orazio grazie a una dormita difensiva. Calistri, Espeche e Calcagni si fanno uccellare dal terzino ospite senza intervenire sul cross morbido di Tavares dopo che il palo aveva salvato Di Masi. Ma la Lucchese ha cuore, carattere e aggressività e con il passare dei minuti prende in mano l’iniziativa con Degeri che calamita decine di palloni e costringe Bondi e compagni, apparsi più tecnici, ma molto più lenti e compassati, ad arretrare il baricentro. E così l’instancabile Ferretti, piazzato sulle piste del brasiliano Bondi (un atleta di Dio), trova il jolly da fuori con un rasoterra angolato che gonfia la rete alla sinistra di Aprea.
Svarioni fotocopia. Nella ripresa le squadre si allungano e il ritmo cala. A fare la partita però sono i rossoneri che provano, senza riuscirci, a pungere da fuori o con palloni lunghi per l’isolato Raicevic sempre raddoppiato dai centrali locali. Quando meno te l’aspetti arriva la doccia fredda. Una punizione dalla sinistra di Morbidelli, la palla danza in mezzo all’area e Tavares è più lesto dei tre difensori rossoneri ad infilare il povero Di Masi. Ma la fortuna corre in soccorso degli audaci e la Lucchese, che non merita di perdere, acciuffa il pari in meno di un giro di lancette. Complice Aprea che sbaglia la presa su una punizione dalla sinistra. Lo Sicco è più lesto di tutti e infila a porta vuota. È il 2-2 finale anche se nel finale prima il palo salva Di Masi e poi all’ultimo secondo di recupero il portierone rossonero respinge in corner l’assalto della disperazione dorica.
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