Il Tirreno

Lucca

«Il calcio globale è senza speranza»

«Il calcio globale è senza speranza»

Incontro organizzato da Lucca United con lo scrittore-sociologo Pippo Russo

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LUCCA. È un calcio moribondo, senza speranza di futuro con società finanziarie, banche, fondi di investimento, agenti e procuratori padroni assoluti del destino dei club e dei calciatori e con tifosi spesso inconsapevoli e lasciati volutamente nell'ignoranza da chi guida quello che un tempo era il gioco più bello del mondo. L'incontro nella sede di Lucca United con lo scrittore-sociologo-giornalista Pippo Russo, voluto dalla cooperativa dei tifosi rossoneri, è stato non solo l'occasione per presentare l'ultima fatica dell'autore - il libro di 296 pagine "Gol di rapina, il lato oscuro del calcio globale" - ma anche un momento per capire come l'azionariato popolare può cercare di frenare la perdita di valori etici e morali di un pallone sempre più malato e drogato. E la diagnosi lascia poche speranze nonostante l'impegno e la determinazione degli appassionati consapevoli come i soci di Lucca United (oltre 400 tifosi) la prima cooperativa di supporters in Italia ad aver acquistato marchio e titolo sportivo: «L'esempio di Real Madrid e Barcellona - dice il giornalista-sociologo - di un azionariato diffuso è inutile. Perché non serve ad indirizzare le strategie a favore di bilanci sani attraverso l'impiego dei ragazzi del vivaio, ma soltanto a creare consenso fine a se stesso. Soltanto entrando nella governance (Cda) delle società una tifoseria consapevole può favorire uno sviluppo armonico evitando voragini di bilancio che comportano fallimenti o interventi di finanziatori esterni in grado di pilotare nei casi limite anche le partite». Dai fondi di investimento proprietari effettivi dei calciatori, agli agenti oligarchi che attraverso triangolazioni con club minori di B e C spostano campioni e flussi di denaro gonfiando le cifre senza investire il denaro ricavato nel calcio sino al calcio italiano che, attraverso i vertici silenti e conniventi, sta seguendo la rotta di Spagna e Portogallo per rincorrere utili che in realtà sono bolle speculative. «Per cambiare effettivamente lo stato delle cose - prosegue Russo - dobbiamo attendere l'arrivo di una crisi finanziaria identica a quella dei subprime scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti e che ha avuto gravi conseguenze sull'economia mondiale. D'altronde il concetto su cui si basa il calcio globale è identico a quello dei subprime: prestiti da parte di fondi d'investimento, agenti, finanziarie e banche a club in crisi di liquidità. Speculazioni che portano soltanto a ulteriori debiti su debiti già preesistenti».

Il caso Italia. Il calcio si riflette sulla politica e sull'economia del Paese. E Russo, dati alla mano, va giù duro. «Il Parma è tecnicamente fallito (adesso sono arrivati i russi-ciprioti). Come fa un club così piccolo a permettersi il lusso di avere sotto contratto 300 calciatori e un club estero (Nuova Gorica) è un mistero. E che dire del Catania, appena retrocesso in B, e gestito da un procuratore di calciatori sudamericani che ha fatto arrivare nella città etnea decine di argentini mediocri che tarpano le ali ai giovani? La salute del calcio italiano si giudica dai club milanesi (Inter e Milan). Dispiace per i tifosi veri, ma Moratti non ha venduto a Erick Thohir. O per meglio dire l'uomo d'affari indonesiano non ha acquistato l'Inter da Moratti. L'Inter appartiene a una delle più grandi banche d'affari mondiali che si è accollata i debiti (250 milioni, 90 dei quali per ripianare le perdite personali dell'ex presidente): Goldman Sachs. Il Milan è fermo. Non può più operare sul mercato se non attraverso scarti dei principali club europei (Essien docet)».

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