Il dolore
Lucchese più solida grazie al modulo con i due mediani
Con San Marino e Teramo i rossoneri hanno rischiato meno Adesso Galderisi deve trovare soluzioni in fase offensiva
LUCCA. Alzi la mano chi avrebbe scommesso una Lucchese in grado di giocare a viso aperto e rischiare di vincere contro una formazione importante e dotata di talento come il Teramo. Segno che è possibile invertire la rotta e uscire dalle secche dei bassifondi in attesa che intervenga il mercato di riparazione per migliorare l’organico. I quattro punti ottenuti nelle due partite disputate sotto la guida di Giuseppe Galderisi sono decisamente un buon viatico: in primo luogo perché la difesa è ancora imbattuta, in secondo perché muovere la classifica di questi tempi è fondamentale e in terzo perché la Lucchese vista con il Teramo è apparsa più solida e compatta rispetto alle formazioni precedenti. Il motivo? Duplice. I due mediani davanti alla difesa - i centimetri di Lorenzo Degeri e il fosforo di Nicola Mingazzini - danno maggiore protezione a un pacchetto arretrato che oggettivamente subiva un po’ troppe reti. E la decisione di provare dall’inizio l’ex centrocampista della Cremonese è senza dubbio una felice intuizione del tecnico campano visto che Pagliuca, nonostante i suggerimenti del ds Russo (ormai un ex), non si decideva a provarlo nell’undici titolare. Tuttavia è bene sempre tenerlo a mente questa Lucchese è un’altra squadra rispetto a quella della gestione Pagliuca. Perché ad inizio stagione al riconfermato tecnico cecinese la dirigenza (tutta o in parte, difficile dirlo e capirlo) aveva chiesto di inserire 5-6 giocatori di 18-19-20 anni per ottenere il massimo o quasi dei contributi federali legati al minutaggio (per intenderci sul modello Pontedera dello scorso anno quando però non c’erano retrocessioni). E infatti i rossoneri schierati erano per 6-7 undicesimi under 23 con due nati nel 1995 e tre nati nel 1994. E dopo 10 partite il club si è intascato 55mila euro. Dopo il ko a Forlì, la società ha deciso di voltar pagina. In modo radicale. In sostanza dei titolari under 20 è rimasto il solo Riccardo Calcagni, un jolly tuttofare che diventa la «pepita d’oro» (assieme all’attaccante montenegrino Filip Raicevic, 21 anni, che essendo straniero non rientra nel computo dei contributi federali legati al minutaggio) visto che su di lui stanno mettendo gli occhi addosso importanti club cadetti. E inserendo uno-due under 20 nelle prossime 10 partite i contributi federali non supereranno i 15mila euro. Una rinuncia motivata con il raggiungimento della salvezza. Tutto giusto, niente da dire. L’importante però che i bilanci siano sani, che la società non s’indebiti e che nel caso la componente fiorentina e quella lucchese mettano mano al portafogli per ripianare. Ma siamo certi che sul piano economico-finanziario la Lucchese ha pianificato tutto e sa perfettamente quanto entra e quanto esce dalle casse sociali. La ristrutturazione societaria è iniziata e sta portando a una rivoluzione dei quadri. Il direttore generale Giovanni Galli, figura di prestigio, conosciuta e stimata in tutt’Italia, sul piano dell’immagine è il top per la Lucchese così come il neo allenatore Giuseppe Galderisi. Come team manager è stato scelto un rossonero doc come Vanni Pessotto (125 partite nella Lucchese) e anche nel settore giovanile sono previste novità dopo l’addio di Paolini.
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