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La Pallacanestro Lucca va verso il fallimento

La Pallacanestro Lucca va verso il fallimento

LUCCA. Ultimi giorni di vita per la Pallacanestro Lucca che dopo oltre 44 anni di storia ha le ore contate. Dopo che un negozio di forniture sportive ha presentato il ricorso, il tribunale ha...

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LUCCA. Ultimi giorni di vita per la Pallacanestro Lucca che dopo oltre 44 anni di storia ha le ore contate. Dopo che un negozio di forniture sportive ha presentato il ricorso, il tribunale ha infatti fissato per martedì 30 settembre l’udienza prefallimentare per la società biancorossa e visto che finora nessuno si è ancora costituito, la sensazione è che i tempi saranno piuttosto rapidi e che addirittura entro la fine della prossima settimana si potrebbe avere una sentenza definitiva da parte del tribunale fallimentare.

Dopo i recenti fallimenti nel calcio, con la Lucchese scomparsa due volte in meno di dieci anni e la chiusura della Fortis Lucchese, lo sport cittadino sembra quindi destinato a perdere un’altra società che ha fatto la storia raggiungendo a più riprese la terza categoria nazionale, la B1 negli anni ’90, la Dna e la Silver nelle ultime due stagioni, e arrivando a disputare un campionato con i giocatori extracomunitari.

Una perdita dolorosa, quindi, per tutti quelli che la Pallacanestro Lucca l’hanno vista crescere e l’hanno vissuta per poi vederla scomparire all’improvviso in una delle migliori stagioni sportive della sua storia. E’ il 1997 quando dopo quattro stagioni di B1 la società biancorossa decide di ripartire dalla B2 valorizzando i giovani lucchesi. Ne viene fuori una lunga epopea fatta di alti e bassi, con salvezze, due playoff conquistati e due ripescaggi dalla C1 a seguito di retrocessioni sul campo.

Poi nel 2009 inizia l’idillio con l’imprenditore edile Alfredo Susanna, titolare dell’Arca Impresa e attualmente proprietario del 90% della Pallacanestro Lucca, che investe nella società. Il salto di qualità arriva nel 2011: i risultati non mancano: la promozione in Dna, che poi la stagione successiva diventerà LegaDue Silver. Ma nell’ultimo anno la compagine inizia a sgretolarsi ed entrano l’imprenditrice Jolanda Zambon e il giornalista Franco Montorro che assume il ruolo di presidente e il restante 10% delle quote.

Sul campo la squadra gioca, vince e appassiona sotto la guida di Matteo Mecacci e del direttore sportivo Lorenzo Marruganti e il gruppo chiude in seconda posizione il girone d’andata. Ma è fuori dal campo che la situazione si fa pesante con fatture, bollette e affitti mai saldati, problemi con alcuni ristoranti e altri fornitori che complicano notevolmente la vita ai giocatori. A febbraio la situazione sembra sbloccarsi in positivo con l’annuncio di uno sponsor di livello come Regina ma all’indomani sono proprio i giocatori, in ritardo di parecchie mensilità, a pubblicare un comunicato che porta all’esterno la loro situazione.

E’ la fine perché Alfredo Susanna annuncia subito l’intenzione di voler ritirare la squadra e di non voler pagare la seconda rata delle tasse federali. In città parte la corsa contro il tempo che si rivela inutile perché il 1° marzo il presidente Montorro invia alla federazione in cui comunica la rinuncia al campionato. Una decisione che travolge anche l’intero settore giovanile che riuscirà a finire la stagione solamente grazie all’interessamento diretto dei genitori. Nel frattempo rimangono da pagare giocatori, staff tecnico e medico e tutto il personale che in questi anni aveva contribuito con passione a mandare avanti la società. Assieme a loro tanti fornitori per un debito complessivo ancora da quantificare ma vicino ai 400mila euro.

Alessandro Petrini

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