Toscana
Le Mura, dal parquet alla passerella
Giocatrici-modelle alla presentazione della squadra in piazza dei Mercanti. Prima la sfilata poi il tiro a canestro
LUCCA. Meglio con la maglietta e i pantaloncini da basket o con la giacca firmata Rebecchi? Più brave a sfilare sul tappeto rosso o a difendere sulle avversarie? Più facile mettere la palla nei canestri a fianco dell’ingresso de lla boutique o realizzare una tripla dal parquet del Palatagliate?
Beh, a quest’ultima domanda ha pronta la risposta il coach Mirco Diamanti che scherzando, forse non troppo, alla fine esclama: «Se dovessi giudicare dalle percentuali di realizzazione di questa sera avrei di che preoccuparmi».
Succede tutto alla presentazione di Gesam Gas Le Mura, in piazza dei Mercanti, dove la società ha organizzato l’appuntamento in collaborazione con il Pult di Michele Tambellini e il negozio Vela-Massimo Rebecchi di Gianni e Daria Rebecchi.
Nel cuore del centro storico la squadra incontra la città e i suoi tifosi, che finalmente possono stare a contatto con le proprie beniamine dopo un mese di esilio, per le note vicende dei lavori al palasport, dove gli allenamenti e le partite si svolgono a porte chiuse.
Stavolta no, stavolta le giocatrici passano in mezzo ai tifosi, entrano nella Vela, dove indossano i capi appositamente preparati per loro. Quindi escono una dopo l’altra, chiamate da Lodovico Poschi Meuron, che presenta la serata e anche la nuova mascotte biancorossa, Lemu, che non può avere altro volto se non quello della pantera simbolo della città e che accompagnerà la squadra durante tutte le partite al Palatagliate.
C’è spazio per tutti, anche se sono in poche, dopo aver sfilato in passerella, a centrare il canestro a conclusione della loro performance. Ci riescono solo Chiara Rossi, Alice Richter, Elisa Ercoli e Martina Crippa, oltre a Letizia Gaeta (cui viene concesso un secondo tentativo) e alla giovanissima Chiara Doda.
Davanti al microfono proprio Chiara Rossa rivela di aver preso 30 al mattino all’esame universitario di filosofia del linguaggio (facoltà di scienze della comunicazione), mentre Elisa Ercoli si esibisce, a richiesta, nelle sue doti canore. Proprio lei che nella finale 3°-4° posto del campionato under 20 contro la Serbia ha messo i due liberi che hanno dato il bronzo all’Italia.
Una sfilata aperta da Erica Reggiani e chiusa dalla capitana Martina Crippa, sempre più calata in questo ruolo. «La squadra è tutta nuova ma c’è grande entusiasmo e voglia di far bene», dice. Poi quando la ex Cristina Mei le fa l’esame da lucchese e le chiede se ha mai mangiato un frate, decisa risponde di no. La dieta di coach Diamanti non lo consente.
E allora parola al tecnico che si appresta a vivere la nona stagione sulla panchina biancorossa. «Ricordo tutto - dice - dagli inizi con una squadra con tante lucchesi, protagonista nei campionati minori, all’arrivo in A1. Prima stagione con tante difficoltà, poi sulla base dei nostri valori abbiamo ottenuto grandi risultati.
«Ora - aggiunge Diamanti - si apre un terzo libro, ma quei valori, quei punti di riferimento devono rimanere e saranno ispiratori del nostro percorso».
Il coach di Avenza è alla guida di un gruppo «giovane non solo di età ma soprattutto per la poca esperienza di campo». «Non so dove arriveremo -prosegue - ma sono certo che cresceremo nel corso della stagione». Quindi una riflessione sulle avversarie. A partire dalla coppia che si è giocato l’ultimo scudetto, Ragusa e Schio. «Terrei d’occhio Umbertide - conclude Diamanti - che ha straniere reduci da infortuni ma di ottimo livello. Quindi un gruppo assortito nel quale speriamo di poterci inserire».
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