Il Tirreno

Lucca

IL ROSSONERO: «I TIFOSI L’ARMA IN PIU’»

di Nicola Nucci

LUCCA. «Sarà la trasferta più difficile della stagione». Parola di Andrea Calistri, che da ex difensore della Spal mette in guardia sulla forza della squadra estense rilanciata dal successo contro l'A...

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LUCCA. «Sarà la trasferta più difficile della stagione». Parola di Andrea Calistri, che da ex difensore della Spal mette in guardia sulla forza della squadra estense rilanciata dal successo contro l'Ascoli e dall'ambiente caldo del «Paolo Mazza». «Una squadra costruita per vincere, con quattro-cinque calciatori che potrebbe giocare in categoria superiore. Dovremo fare i conti con l’ambiente ostile: la Spal è trascinata da un pubblico eccezionale che spingerà la squadra. Anche domenica scorsa c'erano quasi 5mila spettatori. Andare a vedere la Spal per i tifosi è un autentico rito». Per Calistri è questo l'unico ricordo positivo della sua travagliata stagione nella città emiliana. «Nella stagione 2012-2013 il club ripartì da zero con l'obiettivo di tornare nel calcio che conta. Invece l’annata si rivelò un calvario. Non solo da novembre smisero di pagare gli stipendi e gli affitti, avevamo persino problemi in alcuni ristoranti che non ci volevano dare da mangiare. Un’umiliazione continua. In quelle condizioni non avevamo la tranquillità necessaria per giocare. E' stata dura. Ora c'è una nuova Spal: è cambiato tutto come società e squadra con i dirigenti della Giacomense che hanno preso in mano le redini del club». Tutta un'altra storia nella Lucchese. Calistri un pilastro difensivo della squadra promossa in Lega Pro. Non è un caso che col suo rientro contro il Pontedera, dopo due mesi di stop, la squadra ha ritrovato i giusti equilibri nella fase difensiva. Meccanismi ed automatismi collaudati con Espeche, il compagno di reparto al centro della retroguardia. «L'esordio col Pontedera, un'altra mia ex squadra, è stata emozionante e positivo, anche se non sono al 100%» dice il difensore centrale di Montecatini con una proprietà di linguaggio poco comune nel calcio. Un ragazzo intelligente e misurato. Adesso per la difesa rossonera arriva un esame ancora più difficile. «Fioretti? È uno degli attaccanti più forti della categoria. Se giochiamo come col Pontedera però possiamo fermare la Spal. L’importante è tenere i piedi per terra». Difensore dalle movenze eleganti, Calistri, che nel tempo libero gioca a golf, è di Margine Coperta dove ha mosso i primi passi. «In famiglia siamo tre fratelli, tutti calciatori. Fabrizio, 36 anni, ha giocato anche nella Fortis Lucchese. Mio padre invece è modellista, disegna scarpe, mia madre lavora in un negozio di abbigliamento. Ho iniziato nelle giovanili della Sampdoria e del Pisa».

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