Toscana
Calcagni, la rivincita: «Il club mi ha dato un’altra occasione»
Tagliato prima dal Perugia e poi dalla Primavera del Novara l centrocampista deve tutto a Rosadini e a mister Pagliuca
LUCCA. Trequartista, mezzapunta, interno di centrocampo e terzino destro come sabato nella vittoriosa partita col Pontedera. Riccardo Calcagni, 20 anni, ha sorpreso tutti per la sua versatilità tattica, ma soprattutto per la crescita a livello tattico e caratteriale mostrata in queste prime cinque giornate di campionato giocate da titolare e condite da quasi due gol: la rete del 2-0 a Gubbio, a due passi da casa (è di Perugia), e il tiro-cross contro il Pontedera tramutato nella rete decisiva da una deviazione di Redolfi. Il timido centrocampista perugino, a Lucca è arrivato nel novembre scorso dal Deruta, accolto tra lo scetticismo dell'ambiente e dei tifosi. Ora dopo 5 partite è la rivelazione di questo inizio di stagione. Una scommessa del direttore generale Giorgio Rosadini che ci aveva visto giusto. E pensare che il biondo centrocampista non solo, come tanti rossoneri, è un debuttante in Lega Pro, al suo primo anno da professionista, ma in serie D aveva collezionato appena 12 partite col Deruta (retrocesso) e 13 presenze (senza gol) nella stagione passata con la maglia rossonera. Un “pulcino” che sotto le mani di Pagliuca ha messo in luce grinta, personalità e buone giocate. Il cartellino è della Lucchese. Due anni di contratto sono in investimento per il futuro. «Mi sento molto più sicuro e convinto grazie alla fiducia che sento da parte di Pagliuca e della società. Devo molto a Rosadini che ha creduto in me. La stagione passata è stata altalenante, sentivo un po' la concorrenza con Ghelardoni, ero più timoroso. Sapevo di essere in discussione, la riconferma mi ha dato nuovi stimoli». Un rendimento che ha sorpreso anche lui. «Al primo anno da professionista credevo di fare più fatica all'inizio. Per ora va tutto bene, anche se devo ancora “mangiare” tanta polvere. Abbiamo lavorato tanto sui ritmi, mi sento più reattivo. I tanti ruoli? Pagliuca mi ha fatto giocare da trequartista per esigenze tattiche, poi mezz'ala, da terzino fino a sabato solo in allenamento. E' un allenatore esigente, pretende il meglio anche nelle partitelle. Il mio idolo? Da tifoso della Roma mi piace Pjanic». Un ragazzo di talento che ha rischiato di perdersi nella Primavera del Novara in A. «Ci sono andato in prestito dopo un'ottima stagione al San Sisto in Eccellenza e prima ancora nelle giovanili col Perugia, ma non è andata bene. Mi hanno tagliato. Poi il Deruta in serie D e la Lucchese che mi ha dato una grande occasione». La vittoria col Pontedera ha ricaricato la squadra dopo la sconfitta di Prato. « A Gubbio è stata la mia miglior partita, anche per il primo gol tra i professionisti. In un campionato equilibrato come questo possiamo fare molto bene». Il cammino è solo all'inizio. Domenica all'ora di pranzo (alle 12.30) al Paolo Mazza contro una Spal in evidente crescita, che ha piegato il quotato Ascoli, sarà un altro esame difficile. Calcagni contro la squadra di Oscar Brevi sarà tra i confermati. «La Spal è una squadra di prima fascia e dopo la sconfitta col Pontedera sta dimostrando il suo valore». Calcagni ha in tasca anche un diploma da geometra. «Quest'anno sarà fondamentale per capire il mio futuro».
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