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Lucchese, un successo che dà fiducia

Lucchese, un successo che dà fiducia

I rossoneri hanno ritrovato un grande morale in vista di un ciclo di quattro partite davvero difficili: si comincia con la Spal

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LUCCA. Una squadra con troppi giovani, una rosa inesperta per la categoria, quasi tutti debuttanti, compreso l'allenatore alla prima volta in C1. Senza un goleador in attacco e la sconfitta a Prato che poteva lasciare il segno sul morale della truppa. Incertezze ed incognite spazzate via in una partita.

La vittoria contro il temibile Pontedera ha ridato slancio e fiducia. La prestazione perfetta, la migliore dopo quattro giornate. Adesso però l'ordine di scuderia è di non abbassare la tensione. Il campionato non era finito a Prato e neppure dopo il brillante successo col Pontedera.

Il cammino è lungo e il calendario in salita.

Domenica al Mazza di Ferrara contro la Spal (si gioca alle 12.30 in questo calcio spezzatino), tornata a rialzare la testa dopo una falsa partenza, sarà un banco di prova difficile. Poi la Carrarese in casa, L'Aquila in trasferta e il quotato Ascoli. Un poker di gare da prendere con le molle.

La vittoria sul Pontedera degli ex Indiani e Giovannini, che era imbattuto e reduce dai playoff dell'anno scorso, ha detto che la Lucchese può dire la sua in questo campionato. Guido Pagliuca in 72 ore ha ricompattato una Lucchese che aveva perso la bussola, anche se al Lungobisenzio aveva subito quattro gol ma ne aveva sbagliati in quantità industriale. Squadra attenta, granitica e senza sbavature. Calistri al rientro in difesa al fianco di Espeche, la coppia titolare della stagione passata, ha dato sicurezza ed equilibrio, oltre a Lo Sicco ad “uomo” su Grassi e Nolé incursore di centrocampo (se consideriamo anche Casapieri cinque su undici della stagione passata), Calcagni (sorprendente la sua crescita e la versatilità tattica) da laterale destro e Boilini a fare il guastatore ed un Santini onnipresente, un dieci atipico, piedi buoni e temperamento, Biasci che a 20 gioca con una personalità da grande, dopo avere respirato l'aria della serie A nel Livorno.

Una Lucchese che non si arrende mai e gioca un calcio aggressivo e frizzante come il carattere del suo allenatore. Uscite palla a terra e ripartenze micidiali che hanno disorientato un Pontedera in partita solo nei primi venti minuti. E i tifosi (quasi 2 mila spettatori ed una curva Ovest trascinante) a spellarsi le mani come non si vedeva da tempo.

Pagliuca, il tecnico più giovane del girone, ha indovinato tutte le mosse vincendo la sfida col più esperto Indiani. Avevamo detto che Calistri e Chianese (non ancora al 100%) erano assenze pesanti e bisognava alzare il tasso di esperienza (sabato l'età media era 22,4, comunque sempre tra le più basse del girone).

Attacco mobile. Ferrante e Biasci con Santini trequartista è sembrata la soluzione offensiva più efficace per ovviare all'assenza di Strizzolo. Ferretti ha agevolato le ripartenze e in questo momentopiù incisivo a partita in corso. La forza della Lucchese è nella rapidità e gli inserimenti dei centrocampisti che con Pagliuca segnano tanto.

L'anno scorso i cannonieri sono stati Aliboni e Nolé (già a quota 3 centri). Le punte però sono ancora a secco. Alla lunga potrebbe diventare un problema senza soluzioni diverse. C'è però una panchina lunga. Pagliuca ha ampie scelte per fare turn over: Risaliti-Vittiglio a Pantano-Dejori sulle fasce, Bachini e Vosnakidis al centro, Degeri e Bianchi sulla mediana, Santini e Chianese sulla trequarti, Ferretti, Ferrante e Benedetti in attacco. Adesso due giorni e mezzo di riposo per ricaricare le batterie.

La ripresa martedì alle 14.30. Da valutare le condizioni di Boilini, uscito domenica per un’elongazione al quadricipite femorale. Intanto in settimana si attendono novità per il main sponsor sulle maglie rossonere.

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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