Il dolore
Lucchese perfetta, Pontedera finisce ko
Derby senza storia al Porta Elisa. Indiani onesto: «Ci manca un attaccante», Fracassi entusiasta: «Un capolavoro tattico»
LUCCA. Lucchese perfetta, Pontedera irriconoscibile. La sintesi di un derby senza storia che consente ai rossoneri di raggiungere i granata e di volare nei quartieri nobili della classifica. Guido Pagliuca, ancora «ingabbiato» dal giudice sportivo, si sgola dal box della tribuna stampa e al triplice fischio strappa allo speaker il microfono e ringrazia calciatori e tifosi con un eloquente «Grazie ragazzi». Ha ragione Paolo Indiani, l’ex tecnico rossonero che al Porta Elisa da allenatore non ha mai vinto (due ko e un pari), nella disamina a fine partita: «Il Pontedera è rimasto in campo per i primi venti minuti». Gli altri settanta sono stati dominati dai rossoneri. Con un unico neo: l’istinto del killer. La vittoria di misura è figlia di un’assenza (Strizzolo out per due mesi) di una bocca da fuoco in grado di chiudere le partite con il rischio che una «spizzata», uno spiovente, un corner, una punizione, possa strozzare in gola l’urlo dei tifosi.
Il capolavoro. Stefano Fracassi, l’alter ego di Pagliuca inquadrato nei ranghi come dirigente accompagnatore, sprizza felicità da tutti i pori: «Questa squadra ha compiuto un capolavoro. Abbiamo fatto una grande partita contro una squadra più forte di noi. Tre punti che valgono sei e che aumentano l’autostima dei ragazzi».
La mossa tattica. Piazzare Lo Sicco - che a Prato non aveva brillato - su l’ex Gigio Grassi è stata la mossa vincente. E il merito è tutto di quel «matto» di Pagliuca che legge le partite come pochi in categoria: «La sconfitta al Lungobisenzio ci ha fatto bene. - sottolinea Fracassi - Ci siamo parlati, confrontati e il lavoro dell’allenatore sul campo nelle 72 ore precedenti a questa sfida che temevamo particolarmente è stato determinante. La mossa di Lo Sicco? Fabrizio ha i tempi giusti per mettere le briglie a un grande giocatore come Grassi e poi quando non arrivava lui c’erano Nolé e Boilini o Calcagni a rimediare». Non è d’accordo sull’analisi il tecnico del Pontedera: «Non c’incastra nulla. Noi abbiamo costruito occasioni e fatto girar palla nei primi 20’. Poi ci siamo disuniti e loro sono stati bravi nella fase di non possesso».
Squadre spuntate. Il derby va a Lucchese come da tradizione storica (con oggi 10 vittorie interne su 14 sfide), ma a rossoneri e granata per disputare un campionato di media-alta classifica serve come il pane una punta capace di andare in doppia cifra. Sull’argomento il trainer granata coglie la palla al balzo: «Cesaretti sta male e noi siamo senza punte. - attacca Indiani - Non è un caso che negli ultimi 270 minuti non abbiamo segnato un gol. L’anno scorso avevo Arrighini... Al Porta Elisa l’ex Cesaretti era in condizioni fisiche precarie e Scardina che ci aveva dato una mano nelle prime giornate out per infortunio.Senza un attaccante è difficile segnare». Il refrain è identico per la Lucchese con Nolè (3 reti, due su rigore), il baby Biasci e il jolly Calcagni a referto. Ma con Ferretti, Ferrante e Strizzolo ancora a secco.
Età media. Il Tirreno era stato buon profeta nell’indicare, come soluzione ai problemi strutturali d’inizio stagione, il rientro di Calistri in difesa, quello di Chianese a centrocampo e gli inserimenti a sinistra di Pantano, in mezzo di Boilini e davanti di Ferretti. Sarà un caso, ma con la torre Calistri accanto all’altro over Espeche il reparto arretrato ha dormito sogni tranquilli e con l’ex della Correggese in mezzo c’è stato maggiore equilibrio e davanti quando Ferretti a rimpiazzato Ferrante la Lucchese ha avuto almeno due limpide palle gol per chiudere i conti. La domanda sorge spontanea: ma non è meglio schierare 5-6 over titolari ad inizio stagione per mettere fieno in cascina e, una volta raggiunta una certa tranquillità, dare spazio agli under per poter ottenere gli agognati contributi che non potranno essere più di 400mila euro? «Con Calistri accanto ad Espeche - dice Fracassi - abbiamo maggiore copertura e con il rientro di Chianese più soluzioni là davanti». Più chiaro di così....
Squadra divertente. Sino alla quinta giornata era il Pontedera la squadra più briosa e divertente. Oggi è la Lucchese. Grande profondità di manovra, sfogo del gioco sulle corsie laterali, pressing feroce, anticipi puntali in mezzo e dietro per le rapide ripartenze. Roba da spellarsi le mani. E il pubblico gradisce. «Io mi contento di vincere 1-0 e di non subire ripartenze» chiosa Fracassi con la solita modestia. Indiani invece mastica amaro, ma non demorde: «A parte il Pisa vedo un campionato molto equilibrato. Lucchese e Pontedera? Credo che i nostri obiettivi siano identici: la salvezza. Ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo».
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