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E alla fine Pagliuca s’inventa pure speaker
Lo show del tecnico chiuso nel box della tribuna stampa al triplice fischio prende il microfono e urla: «Grazie ragazzi»
LUCCA. Un leone in gabbia. Ma stavolta lontano dall’insidia della squalifica perché rinchiuso in uno dei box della tribuna stampa accanto allo speaker Enrico Turelli. Un sabato inedito per Guido Pagliuca che stavolta non ha fatto il suo solito show nel parterre dello stadio, ma si è limitato ad urlare le direttive al suo alter ego Stefano Fracassi, nelle vesti di dirigente accompagnatore in panchina, dall’alto della tribuna coperta marcato a uomo da Antonio Di Sotto ex poliziotto dalle cui grinfie è difficile sfuggire. Un esperimento riuscito alla perfezione e che, oltretutto, ha portato pure bene con la Lucchese che ha vinto il suo primo derby stagionale e la sua partita casalinga dopo il ritorno nei professionisti. Nella speranza - è l’ultima a morire - che il tecnico non venga più cacciato dalla giacchetta nera la posizione trovata dai dirigenti rossoneri è super azzeccata. Da lassù la partita si vede meglio e gli ordini da impartire sono assolutamente precisi e perentori. Lettori, volete conoscere il diagolo surreale con cui Pagliuca ha comunicato a Fracassi in panchina che non gli piaceva un movimento di Ferrante e il modo con cui il alter ego ha girato l’indicazione al centravanti?
Pagliuca: «Neroooooo»
Fracassi: «Ooooh»
Pagliuca: «Ferrante!!!»
Fracassi: rivolto all’attaccante «Ferranteeeee».
Tarantolato. Per tutti i novanta minuti il mister rossonero si è dimenato, ha urlato, ha tirato pugni contro il vetro, è andato avanti e indietro, ha telefonato alla panchina (che, in effetti, a pensarci bene, è anche la maniera più razionale per aggirare la squalifica e dare indicazioni), ha sacramentato, ha mandato a quel paese chiunque gli passava davanti, ha cercato (trovandolo poco, a onor del vero) il modo di comunicare a distanza con il suo vice storico e oggi dirigente accompagnatore. Il dialogo surreale è proseguito come un mantra per tutta la partita.
Pagliuca: «Neroooooo».
Fracassi: «Oooh».
Roba da film di Totò e Peppino con gli operatori televisivi divertiti per questo siparietto che ormai fa parte del dna di un allenatore decisamente diverso dagli altri a cui non piacciono le mezze misure, ma che al di là della competenza tecnico-tattica da tutto per la Lucchese diventando il primo tifoso rossonero.
Sostituz ioni concordate. Sul finire del match Chianese dalla panchina. E le urla non si sentono. Mistero svelato: Pagliuca ha un cellulare in mano.
Pagliuca: «Eliaaaaa, devi andare… Eliaaaaaa». Frase urlata ovviamente dopo che Chianese è entrato in campo .
Oltre a urla e telefonino, altri mezzi di comunicazione utilizzati sono stati i giocatori in tribuna: prima Raicevic, che corre giù dagli spalti per dire qualcosa alla panchina; e poi la coppia Pecchioli-Dejori, che va dai panchinari che si stanno scaldando.
Pagliuca speaker. Evitiamo (il giornale va in mano ai minori) di riportare le parole e le gesta di Pagliuca dopo il gol fallito di Risaliti e arriviamo velocemente alla fine del match. Lo speaker di sempre, il geometra EnricoTurelli, ha finito di annunciare l'«im-por-tan-ti-ssi-ma» vittoria contro il Pontedera che al microfono si sente una voce roca gridare: «Grandi ragazzi, grazieee!». Indovinate chi è? Logico, mister Guido Pagliuca che, strappato l'apparecchio al suo legittimo e storico detentore, trova così il modo di esternare la sua felicità per il successo nel derby. Che giornata ragazzi...
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