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La Lucchese ko al festival degli «orrori» difensivi

di Luca Tronchetti
La Lucchese ko al festival degli «orrori» difensivi

Il derby finisce 4-3 e dopo 26 anni il Prato vince con i rossoneri al Lungobisenzio Ma i tanti gol sono frutti degli errori delle retroguardie. «Dietro serve esperienza»

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INVIATOA PRATO. Il derby al Lungobisenzio lo vince il Prato dopo 26 anni di astinenza. Ma la Lucchese - che a tre minuti dallo scadere - colpisce due pali alla fine si mangia le mani per un pareggio che sarebbe stato sicuramente alla portata. Il 4-3 finale però non deve illudere nessuno. Perché i gol - eccezion fatta per la fucilata nel sette del rossonero Boilini - sono frutto di grossolani errori difensivi che non possono passare sotto silenzio. Come ammette senza troppi giri di parole il dirigente accompagnatore Stefano Fracassi in panchina assieme al secondo Vanni Pessotto per la squalificata di mister Guido Pagliuca: «Una sconfitta figlia della gioventù della squadra che comunque nella ripresa ha avuto una buona reazione. Certo è che dalla prossima sfida (sabato alle 16 al Porta Elisa nel derby con il Pontedera) serve maggiore esperienza nel pacchetto arretrato». Tradotto: Andrea Calistri, 26 anni, uno degli eroi di Correggio infortunatosi durante la preparazione estiva, sarà al suo posto al centro della retroguardia assieme all’altro veterano di cento e più battaglia Marcos Andreas Espeche. Sei gol in due partite sono oggettivamente troppi ed occorre correre ai ripari se non si vuole andare incontro a brutte figure con una formazione decisamente in palla come quella granata degli ex Giovannini e Indiani.

Non è tutto da buttare. I tre risulati utili consecutivi - pari in casa con Santarcangelo e Savona e vittoria Gubbio - avevano illuso un po’ tutti tranne Guido Pagliuca e il suo staff. «Volare bassi e pensare esclusivamente alla salvezza anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata» il refrein del tecnico cecinese puntualmente confermato nei fatti. Perché perdere, seppur di misura e con mille attenuanti, con un Prato quasi comico nei tre centrali difensivi apparsi francamente imbarazzanti in più di una circostanza, mette a nudo certi difetti strutturali che comunque non erano sconosciuti al tecnico. «In D era un conto, in Lega Pro al minimo errore ti castigano» dice Fracassi, il più stretto collaboratore del tecnico rossonero che, squalificato, si è sgolato nel parterre per incitare i suoi giovanotti. Ma nel primo ko stagionale non è tutto da buttare. «Realizzare tre gol in trasferta non è impresa facile. E la personalità messa in campo nella ripresa quando abbiamo avuto l’occasione di pareggiare i conti ci aiuta ad accrescere l’autostima. In fondo il Prato, nonostante quei tre là davanti (Rubino, Bocalon e Fanucchi) non ci è stato superiore. Non mi è parso lo squadrone che qualcuno ipotizzava alla vigilia. Avremmo meritato qualcosa in più, ma partite come quella di Prato ci aiuteranno a crescere ad essere più cinici e determinati. Se analizziamo i gol subiti possiamo affermare senza smentita che abbiamo preso delle reti da settore giovanile».

L’imputato Casapieri. La leggerezza di Casapieri con quel dribbling tentato a nonno Rubino da cui è scaturito il primo gol, la presa a saponetta legata alla seconda rete dei lanieri e l’intervento non certo irresistibile sulla terza rete a firma Bocalon sono l’emblema della sconfitta. Ma il ventenne portiere non è in discussione: «Leandro non si tocca. - tuona Fracassi - Ricordiamo quello che ha fatto in Eccellenza e in D e le tre super parate con cui ci ha salvato nella prima giornata con il Santarcangelo». Giornate storte possono capitare anche ai grandi portieri.

Sos attaccanti. Con una difesa allegra come quella del Prato un attaccante con l’istinto del killer sarebbe andato a nozze. Ma con Strizzolo ko due mesi, Ferrante, nonostante la buona volontà e l’impegno, non pare la punta in grado di sfruttare al massimo le occasioni che non sempre saranno numerose come con il Prato. Urge l’inserimento immediato di Ferretti, tra i pochi in grado di saltare l’uomo, e in mezzo quello di Boilini in grado di dare più incisività alla manovra.

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