Il Tirreno

Lucca

Tifoseria infuriata, i cancelli dello stadio aperti troppo tardi

Tifoseria infuriata, i cancelli dello stadio aperti troppo tardi

Lunghe attese sotto il sole: fino a mezz’ora prima del via nessuno poteva passare. E i disabili non hanno il loro spazio

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Se continuano così, io ni schianto l’abbonamento, ni schianto».L’uomo, di mezza età, maglia scura, cappellino giallo e occhiali da sole, è infuriato. Sono le 15.20, mancano quaranta minuti all’inizio di Lucchese-Savona e lui è in coda da chissà quanto, fermo alle barriere con gli steward che non possono far altro che eseguire le direttive ricevute e tenere la gente ferma lì, sotto il sole, in attesa di aprire i cancelli della gradinata. Non è l’unico a essere arrabbiato. È lo stato d’animo generale. Chi pensa che i tifosi parlino di Strizzolo e di Nolè o magari di quando c’era Orrico o di quando la Lucchese schierava Tano Salvi («che lui sì era uno che i piedi li aveva buoni, mica quelli di oggi»), si sbaglia di grosso. Gli argomenti tra la gente in coda allo stadio a mezz’ora dall’inizio del match sono due. Il primo: «Ho dovuto lasciare la macchina al parcheggio dell’ospedale Campo di Marte e fare tutto il giro lungo per andare alla biglietteria dalla parte di là perché questa strada è chiusa laggiù in fondo, ma che la chiuderanno a fare, e poi venire qua e, insomma, guarda te giri che ci tocca fare». Il secondo argomento di discussione è complementare al primo: «Ma che aspettano a farci entrare? Ma soltanto a Lucca…». A un certo punto, dalla parte delle gradinate gli animi si infervorano: «Ma alloraaaa…. È una vergognaaaa», si sente urlare. Per fortuna, dopo pochi istanti le barriere vengono aperte e, una a una, la gente comincia a entrare. Situazione simile dalla parte della tribuna coperta. Tante persone in coda e una volta arrivate alla biglietteria ci vogliono, in media, dai novanta ai centoventi secondi per avere l’agognato biglietto e incamminarsi verso l’ingresso. Per cui, a dieci minuti dall’inizio del match ci sono ancora diversi tifosi in coda. Va di lusso che la giornata è di sole, non ci sono ombrelli e, in fondo, i paganti sono meno di 1.500 (totale spettatori: 1.887, inclusi i 494 abbonati), altrimenti la situazione – anche di ordine pubblico, perché è facile perdere la pazienza – sarebbe molto più difficile da gestire. Poi c’è il problema dei disabili. Ancora senza un settore riservato. Si pensava che potessero assistere al match da bordo campo, ma a quanto pare ad opporsi stavolta non è stata qualche commissione, ma l’arbitro. Una questione che andrà risolta al più presto. E che dire dell’uomo di 60 anni dal rientro dalle vacanze che abita in una stradina accanto a via dello Stadio e che voleva andare a casa: «Una vigilessa e poi uno steward mi hanno bloccato impedendomi di andare a casa. Il vigile mi diceva che aveva un’ordinanza del sindaco. Meno male che è intervenuta la polizia altrimenti ero ancora lì». E non è l’unica protesta: «Siamo rimasti prigionieri in casa mentre si giocava la partita» dicono una trentina di residenti nella traversa prima di via dello Stadio.

Feliciano Bechelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa