Il Tirreno

Lucca

Di Napoli a caccia di una nuova vittoria

di Luca Tronchetti
Di Napoli a caccia di una nuova vittoria

Da calciatore 7 anni fa espugnò il Porta Elisa: «Vorrei ripetermi da allenatore»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. S’ispira a quattro maestri della panchina: Nedo Sonetti per il carattere, Francesco Guidolin per la personalità, Cesare Prandelli per la tranquillità e il compianto Vujadin Boskov per l’allegria trasmessa ai giocatori. Arturo Di Napoli, 40 anni, ex bomber di razza con una dozzina di stagioni trascorse in A e B cerca di prendere il meglio dai suoi allenatori preferiti. Tre anni fa la prima esperienza su una panchina a Rieti (Eccellenza laziale), l’anno passato per due mesi e mezzo a Riccione in D in una società fantasma con un caravanserraglio di dirigenti stile Ermanno Pieroni, maneggioni e calciatori under 20. Lo scorso agosto la svolta che può cambiargli la carriera: la telefonata del presidente del Savona, Aldo Dellepiane. «Rimpiazzare nel cuore dei tifosi un tecnico vincente come Ninni Corda che ha fatto la storia del club negli ultimi anni non sarà facile. - sostiene - Siamo in ritardo di preparazione rispetto alle altre squadre, ma dispongo di una rosa composta da uomini veri. L’obiettivo? Prima ci salviamo e poi pensiamo a toglierci qualche soddisfazione». Un tecnico che sa essere riconoscente ai giocatori che in campo gli hanno dimostrato impegno e professionalità. «Pennesi e Spadafora li ho voluti io - prosegue Di Napoli - Il primo (ex rossonero) l’ho avuto a Rieti e il secondo sia nel Lazio che a Riccione. Sono giovani e in questa categoria possono far bene». L’inizio del Savona è stato positivo: un pari ad Ancona (1-1) e una netta vittoria interna con la Spal (3-1). Adesso tocca alla Lucchese affrontata in panchina l’anno scorso quando guidava il Riccione: «Perdemmo 2-1 al Nicoletti dopo essere passati in vantaggio. Ricordo che per loro segnò Nolé. Ma la differenza tra le due compagine era netta». Stavolta sarà diverso anche se Di Napoli teme le mosse del suo collega: «La Lucchese rispecchia l’aggressività di Pagliuca: i toscani equilibrati in tutti i reparti». Ma Re Artù sa bene come si vince al Porta Elisa: «Il 30 settembre del 2007 con la maglia della Salernitana realizzai una doppietta che permise ai granata di espugnare il campo della Lucchese. Mi piacerebbe ripetermi anche da allenatore. Il modulo? Sono un tecnico elastico non ancorato agli schemi. Credo che in fondo a fare la differenza sia la motivazione dei calciatori. Siamo imbattuti, ma un pareggio non lo firmo mai a prescindere. Le partite le voglio giocare sino al 90’ e oltre. Se poi alla fine, dopo aver dato tutto, torniamo a casa con un punto non mi straccio certo lo vesti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini