Il Tirreno

Lucca

LA PERTICA DEL SAVONA: «DOVEVO SMETTERE, Un SOGNO RITORNARE»

di Luca Tronchetti

LUCCA. Due anni d’oblio dopo due fallimenti di fila. Peggio di una macumba per Mirko Pennesi, 25 anni, una pertica di portiere destinata con i suoi 1,90 centimetri a ricalcare palcoscenici...

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LUCCA. Due anni d’oblio dopo due fallimenti di fila. Peggio di una macumba per Mirko Pennesi, 25 anni, una pertica di portiere destinata con i suoi 1,90 centimetri a ricalcare palcoscenici importanti. E invece Pennesi l’anno scorso è stato a un passo dal mollare tutto, dal dire basta a un calcio malato. L’avevamo lasciato nella Lucchese edizione 2010-2011. Quella del secondo fallimento dopo due anni di trionfi (dalla D alla Prima Divisione). La squadra era arrivata settima e lui aveva fatto 29 presenze nell’ex C1. Poi il crac della Lucchese e a gennaio dell’anno successivo l’ingaggio al Pergocrema sempre in C1. Gioca poco e i gialloblù a fine stagione chiudono i battenti: nuovo fallimento. «Mi sono trovato senza squadra e senza richieste. - racconta - Non riuscivo a darmi una spiegazione. Se non quella legata al minutaggio. Non ero più un under che portava contributi federali al club. Così decisi di provare nei dilettanti: Rieti, Eccellenza laziale. Ero vicino a casa (abita a Terni, la mamma è un ex giocatrice di pallavolo) nell’attesa di trovare qualcosa di meglio». Ma a fine stagione il suo cellulare resta silente. Nessuno si ricorda di Pennesi. Passano le settimane, i mesi. Il procuratore che non risponde, la delusione e la depressione che ti assalgono. «Lo scorso febbraio, avevo quasi deciso di smettere. Sono ragioniere, mi cerco un lavoro e gioco per divertirmi dalle mie parti». Ma ad agosto inoltrato arriva la chiamata che ti cambia la vita: «Devo tutto ad Arturo Di Napoli il mister che avevo avuto a Rieti. Quando è andato a Savona mi ha chiamato. Sono andato in prova: per me era come scalare l’Everest. Una settimana e mi hanno fatto firmare il contratto. Non solo. Di Napoli mi ha schierato titolare nelle prime due partite (Ancona e Spal). Credo di essermela cavata». Torna al Porta Elisa dopo 4 anni: «Sarò emozionato sino al momento in cui entrerò in campo. Savona è come Lucca: un tifo caldo che ti trascina. In Liguria ho ritrovato Marchetti che giocava con me in rossonero e dei vecchi compagni sono rimasto in contatto con Bertoli. La Lucchese mi è rimasta nel cuore e quando ha vinto il campionato ho fatto i complimenti tramite Facebook. Ma domenica farò di tutto per non prendere gol».

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