Italia
Lucchese, buona la prima uscita
Sconfitta 2-0 dall’Empoli la squadra di Pagliuca non demerita sul piano della grinta e dell’applicazione
LUCCA. Due allenamenti quotidiani pesano sulle gambe e sulla testa dei calciatori dell’Empoli e alla fine l’amichevole tra gli azzurri e i rossoneri valida con tredicesimo trofeo Giampiero Vitali (dedicato alla memoria del tecnico che guidò entrambe le formazioni) diventa un ottimo banco di prova per i padroni di casa. La Lucchese soffre per 20 minuti, ma poi riesce a limitare i danni e a mostrare una compattezza tra i reparti davvero insperata viste le numerose difficoltà incontrate in ritiro dai giovanotti di Pagliuca. Finisce 2-0 per i più blasonati avversari che gonfiano la rete in avvio (5’ Maccarone) e in chiusa (43’ st Pucciarelli) che si aggiudicano il trofeo Vitali. Ma il lavoro che attende mister Sarri per trovare la quadratura del cerchio è ancora lungo e irto di difficoltà. Certi meccanismi devono essere ancora digeriti e la squadra è apparsa stanca e affaticata dai carichi di lavoro. Bene Laurini e il fantasioso Verdi, ma soprattutto grande prove di personalità e intelligenza tattica del lucchese Daniele Rugani, il gioiellino azzurro di cui presto sentiremo parlare in chiave di nazionale maggiore. Testa alta, giocate di prima sia di destro che di sinistro, personalità da vendere nonostante la giovanissima età. La domanda sorge spontanea: come ha fatto la Lucchese a farselo scappare otto-nove anni fa?
Buona la prima. C’era scetticismo intorno alla squadra. Non tanto per il lavoro di Guido Pagliuca, sempre più amato dal popolo rossonero, e del ds factotum Bruno Russo. Ma per quanto sta accadendo nella società (il caso Rosadini, l’arrivo del responsabile marketing Santoro, contratti non depositati, problemi gestionali e strutturali). Invece dopo un avvio da dimenticare con la rete di Maccarone ben pescato da Tavano e due ottimi interventi di Casapieri al suo primo impatto tra i professionisti, la squadra ha iniziato a prendere le misure. Un 4-3-3 bello tosto con Calcagni a sganciarsi e fare il trequartista. Bassi pericoli non li ha corsi per tutto il primo tempo, ma di contro la formazione rossonera non ha prestato il fianco alle scorribande azzurre tamponando e rilanciando per un tandem composto da un Santini (ex di turno assieme a Bianchi, Risaliti e Lo Sicco) rapido e già in palla e un Biasci (classe 1994, ex Livorno) ispirato e pronto a fare la guerra su ogni pallone. Assente per un risentimento muscolare dell’ultima ora il greco Vosnakidis e il lungodegente Calistri, mister Pagliuca ha dovuto sistemare Risaliti (un terzino) accanto ad Espeche (l’unico tra i rossoneri ha giocare per 90’) con il biondino che non ha demeritato.
Centrocampo tosto. Mancano, lo sappiamo da tempo, almeno due punte (Strizzolo del Pisa dovrebbe arrivare entro domenica) e un centrocampista. Ma in mezzo Lo Sicco, Nolé e Bianchi si sono mossi con una certa autorevolezza e a tratti, specie nella ripresa, hanno tenuto sotto pressione i più blasonati avversari. Attenti però: è calcio d’agosto. Aspettiamo sabato a Carrara quando si farà sul serio con i 3 punti in palio della Coppa Italia.
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