Il Tirreno

Lucca

La nuova Lucchese sul modello del Cile

di Luca Tronchetti
La nuova Lucchese sul modello del Cile

Pagliuca vuole una squadra aggressiva come quella sudamericana: «Ripartiamo da zero con l’obiettivo della salvezza»

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LUCCA. L’entusiasmo sopito da due mesi e mezzo d’incertezza si risveglia di colpo quando al pullman semivuoto che porta la squadra al ritiro di Coreglia (i giovanotti ci resteranno sino al 2 giugno con doppi allenamenti giornalieri) si avvicina il condottiero della miracolosa promozione in Lega Pro: Guido Pagliuca. Il tecnico cecinese (qualche chilo di troppo che le sedute provvederanno a smaltire in fretta) riceve abbracci e applausi a scena aperta. È pronto per la nuova avventura. Deciso, determinato, concentrato e, siamo certi, più maturo e riflessivo. Quello che serve per affrontare un campionato decisamente più difficile rispetto a quello dell’anno passato. Con un unico grande obiettivo: la salvezza diretta. «Non camuffiamo la realtà: il nostro mantra dev’essere la permanenza in categoria evitando la lotteria dei playout. E per raggiungerla c’è bisogno di avere tutti energie molto superiori a quelle dello scorso anno. La promozione conquistata all’ultimo secondo dell’ultima giornata resterà scolpita nei nostri cuori e nel nostro cervello per sempre. Mando un messaggio a tutti i giocatori della scorsa stagione, specie a chi per ragioni legate principalmente ai regolamenti sulla media dell’età delle rose, oggi non è più con noi. Se la Lucchese è tornata nei professionisti il merito è principalmente loro. Ma da oggi in poi dobbiamo resettare e ripartire. Mi aspetto molto da chi ha già lavorato con me. Devono dare di più di quanto hanno dato la passata stagione, devono essere capaci di trasmettere il nostro credo tattico ai più giovani con l’esempio sul campo e il comportamento durante la settimana. Di gente con la pancia piena non ne abbiamo bisogno. Voglio 23 giocatori con la fame e la voglia di migliorarsi. Il mercato? Mi confronto quotidianamente con Russo e Rosadini. Loro sanno cosa serve e sono consapevoli che affrontiamo un campionato molto difficile dove è necessario unire quantità a qualità. Ho fiducia nella società e sono sicuro che completeremo la rosa prima dell’inizio del campionato».

La Lucchese come il Cile. Il credo tattico di Pagliuca non verrà stravolto: 4-3-3 o 4-3-1-2 a seconda delle caratteristiche dei giocatori a disposizione e degli avversari. La Lucchese che il tecnico ha in mente deve assomigliare al Cile di Jorge Sampaoli: «Mi è piaciuta l’organizzazione di gioco e la compattezza dei sudamericani specie in fase di recupero della palla e i continui movimenti fatti di uscite e rientri dalle posizioni con lo sfruttamento degli spazi».

La rosa in ritiro. Agli ordini di Pagliuca ci sono i portieri Casapieri e Fiaschi (96); i difensori Espeche, Calistri, Dejori, Centi (96) e Chiochia; i centrocampisti Chianese, Nolé, Calcagni, Fenati, Raparo (in prova), Lo Sicco (aggregato), Santini, Bindi (96) e Rascaroli e le punte Pecchioli e Alagia (97).

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