Il Tirreno

Lucca

Cecchini, il commerciante con la passione per la bici

di Fabrizio Tonelli
Cecchini, il commerciante con la passione per la bici

Ha vinto la Maratona delle Dolomiti caratterizzata dalla scalata di sette passi Gestisce il negozio Mode Mignon e si allena cinque giorni la settimana

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LUCCA. Il commerciante con la passione per la bici ha fatto centro. A 36 anni, Stefano Cecchini (figlio del dottor Luigi, medico sportivo e preparatori di decine e decine di corridori professionisti) ha vinto la corsa per amatori più importante del mondo, la Maratona delle Dolomiti. Un successo frutto di una grande preparazione, di un lavoro importante, ma che affonda le sue radici nella decisione, presa due anni fa, di diventare agonista.

«Perché in bicicletta ci vado da sempre, da quando ero bambino – racconta Cecchini -. Ovviamente fu mio padre a mettermi sui pedali e mi è sempre piaciuto. Ma non mi decidevo a far diventare questa passione un impegno sportivo. C’erano troppi sacrifici da fare per trasformarmi in atleta e fino a due anni fa ho pensato soprattutto a divertirmi».

Poi la decisione di provarci, di salire in bicicletta con un altro spirito. Prima nel gruppo sportivo di Pierluigi Poli, quasi un passaggio obbligato per gli amanti lucchesi dei pedali, poi l’opportunità offerta dagli imprenditori Pieruccini e Vellutini dell’azienda Tagetik, la costituzione di una squadra denominata Bagarre Ciclistica Lucchese, le gare e i primi risultati. All’esordio della Bagarre, Cecchini centrò il secondo posto alla classica Ricordando Pantani organizzata proprio da Poli.

«La nostra squadra è soprattutto un gruppo di amici, che coinvolge anche le famiglie – spiega Cecchini – alla Maratona delle Dolomiti eravamo in sessanta e alla gara abbiamo preso parte in 25. Ho scelto di partecipare soprattutto alle granfondo perché mi piace questo tipo di competizione».

Quando esce dal negozio di famiglia, Mode Mignon in piazza Bernardini, nel cuore del centro storico, Cecchini sale in bicicletta per allenarsi. «Seguo un programma preciso, metodico, con tabelle preparate da mio padre – racconta -. Mi alleno 3-4 ore al giorno per cinque giorni a settimana. Le granfondo richiedono un impegno particolare, bisogna curare la preparazione quasi come fanno i professionisti».

Se è importante la preparazione, lo è altrettanto la bicicletta. «Deve avere caratteristiche precise, deve essere sia resistente che leggera. Modelli di questo tipo hanno un costo che variano da 3 a 10mila euro. Per me è fondamentale avere in sistema Srm per la misurazione della potenza espressa. Mi aiuta molto nella gestione delle forze e quindi della gara». E sulle Dolomiti, in uno scenario incomparabile, è arrivata l’impresa: «E’ stata una bella soddisfazione – dice l’atleta lucchese – la più grande che potessi ottenere a livello sportivo. L’ho dedicata alla mia famiglia e a mia moglie, ma voglio ringraziare Pieruccini e Vellutini che mi permettono di correre, insieme a tutti gli sponsor».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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