Sicurezza
Ultime ore di vita per la Pallacanestro Lucca
A mezzanotte scadrà l’affiliazione alla Fip e dopo oltre 40 anni sarà persa la matricola 1563
LUCCA. Ultimo giorno di affiliazione alla Fip per la Pallacanestro Lucca che quindi a partire dalla mezzanotte perderà il diritto a partecipare a qualsiasi campionato e soprattutto perderà tutti i propri tesserati, coi relativi parametri.
In pratica da domani la società resterà solamente uno scatolone vuoto che non potrà più praticare alcun tipo di attività federale. Per la definitiva scomparsa invece bisognerà attendere fino al fallimento. Un destino triste che stride più che mai con la frase di Demostene “Spesso le grandi imprese nascono da piccole opportunità”, che campeggia ancora sul sito della società posseduta al 90% dall’imprenditore edile Alfredo Susanna e al 10% dal giornalista Franco Montorro.
I 44 anni di storia biancorossa infatti sfumano nel peggiore dei modi, con una stagione troncata in due dal ritiro della prima squadra dal campionato di LegaDue Silver, avvenuto il 28 febbraio quando la squadra occupava il quinto posto in classifica e aveva sempre vinto nelle tre partite che l’avevano vista opposta a Mantova e ad Agrigento, le due formazioni che poi sono state promosse in Gold.
Da quel momento quindi è iniziata la diaspora dei giocatori, che si sono poi accasate in altre società, e degli allenatori, con il settore giovanile che è stato costretto a riorganizzarsi ed è riuscito a terminare l’annata grazie agli sforzi delle famiglie.
E i tanti ragazzi che hanno ottenuto ottimi risultati, come il titolo provinciale Under 12 e la Coppa Primavera Under 14, poi donata al Bar Morino. Proprio il Bar Morino, in viale Castracani, è tornato più che mai a essere un simbolo biancorosso perché è stato qui che il 27 agosto del 1970 una decina di ragazzi si era ritrovata per dar vita alla Polisportiva Porta Elisa che poi nel 1975 sarebbe diventata Pallacanestro Lucca con la fusione con il Sant’Anna Autocar.
La storia biancorossa in quegli anni si intrecciava con quella calcistica della Lucchese, con tantissimi giovani appassionati che si ritrovavano al campetto parrocchiale dell’Arancio sotto lo sguardo attento di don Michele Guidotti.
Da lì iniziò la scalata ai campionati nazionali che nel 1984 permise di centrare la promozione in C1. Da lì in poi si è registrato il passaggio dalla palestra Bacchettoni al Palatagliate, e ancora l’esplosione del fenomeno Lucart che nel 1990/91 riuscì a portare 3000 persone al palazzetto in occasione dello spareggio – vinto – contro Asti per salire in B1.
Poi ancora nel 1993/94 i play-off per la A2, fino agli anni del ridimensionamento e dell’attaccamento di Guido Pasquini che ha finanziato a lungo tutto il movimento. L’epilogo è storia di ieri, con l’arrivo dell’Arca Impresa di Alfredo Susanna che ha risollevato le sorti di un movimento che aveva bisogno di ossigeno per ripartire.
Due anni di assestamento e poi quello della promozione in Dna, il 10 giugno del 2012, con i festeggiamenti per il traguardo raggiunto che ora, a due anni di distanza, paiono lontani anni luce.
La Pallacanestro Lucca oggi vive le sue ultime 24 ore da società di pallacanestro prima di scomparire definitivamente, perdere il glorioso codice di affiliazione 1563 e svincolare tutti i suoi tesserati.
Il presente ora è rappresentato dal Centro Minibasket, che si fonderà con lo Junior, e dalla Libertas Lucca, società che hanno stretto un accordo di forte collaborazione per ripartire dal settore giovanile e dal movimento di base per tornare presto nel basket che conta. Con la speranza che questo bruttissimo episodio si trasformi presto in una splendida opportunità.
Alessandro Petrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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