Il dolore
Lucchese, il mercato non può attendere
La società in ritardo con l’allestimento della formazione che avrà l’obbligo di mantenere la Lega Pro appena conquistata
LUCCA. La musica ora è cambiata. La Lucchese vincendo il campionato di serie D il 4 maggio scorso ha scalato due categorie ed è attesa da un anno di lacrime e sangue con un’unica priorità: la salvezza. Da raggiungere, preferibilmente, senza passare dalla lotteria dei playout. Vero, in giro ci sono pochi soldi e poche società disposte ad investire. Ma è anche vero che compagini, magari meno blasonate di quella rossonera, come Pontedera e Tuttocuoio hanno già esperienza in Lega Pro e si sono date un metodo e un’organizzazione di lavoro che prevede gli stessi interpreti (Giovannini-Indiani e Costa-Alvini) e obiettivi di bilancio e di campionato già prefissati da tempo. Probabilmente intorno al 10 agosto - quindi tra un mese e mezzo - la Lucchese sarà impegnata nella Coppa Italia di C e ad oggi non c’è uno straccio di formazione. Occorre che i dirigenti si diano una mossa perché il rischio è che Guido Pagliuca parta anche questa stagione con una rosa da costruire cammin facendo. E la Lega Pro, è bene ricordarlo, non è la serie D. È come passare dalle scuole medie all’università senza aver frequentato le scuole secondarie superiori. Per questo motivo l’incontro tra il direttore generale Giorgio Rosadini (torna stamani dalla montagna) e il diesse Bruno Russo avrebbe dovuto già esserci stato in modo da permettere alla Ruspa (che comunque non è rimasto con le mani in mano) di individuare i giocatori che fanno al caso della Lucchese edizione 2014-2015 e soprattutto sapere di quale plafond poter disporre. I miracoli sono sempre possibili, ma ripeterli a catena è quasi impossibile. Per questo motivo se il budget di spesa per la campagna acquisti e il compenso ai calciatori - come si vocifera - sarà tra i 700 e i 900mila euro lordi con l’obiettivo di valorizzare i giovani under 21 di proprietà (Raicevic, Casapieri, Pecchioli, Calcagni) e quelli presi in prestito da club di A e B per ottenere copiosi contributi dalla Lega Pro ci vorrà un gruppo ancora più affiatato e granitico di quello della scorsa stagione per riuscire a mantenere la categoria.
Nessun contatto. Da oggi sino a mercoledì sono attesi in sede i componenti la vecchia rosa per firmare le liberatorie necessarie ai fini dell’iscrizione della Lucchese in Lega Pro e domani Russo incontra il consiglio d’amministrazione con l’ad Giancarlo Cecchi che gli comunicherà ufficialmente il budget in modo che possa iniziare, in accordo con mister Pagliuca, a lavorare sulla squadra del futuro. Ma dal rompete le righe sino ad oggi nessuno dei calciatori in rosa la scorsa stagione ha ricevuto una telefonata dalla dirigenza che lo tranquillizzasse sulla riconferma o sull’eventuale separazione. Ed è chiaro che giocatori che hanno vinto un campionato con 82 punti superando nei minuti di recupero la Correggese - che poi ha dominato nei playoff nazionale e risulta la prima ripescabile in graduatoria della serie D - sono molto appetibili sul mercato dei dilettanti. Tutti infatti hanno ricevuto offerte allettanti. Caboni ed Espeche dal Marano Vicentino con ingaggi di gran lunga superiori a quelli offerti l’anno passato dalla Lucchese, Chianese e Aliboni dalla Massese, Nolé e Calistri da formazioni di D e Lega Pro mentre Lo Sicco al 99% tornerà al Gavorrano retrocesso nella A dei dilettanti. Per non parlare di Tarantino che ha richieste da almeno 4-5 club importanti di serie D disposti a fare carte false pur di avere il bomber rossonero. Riuscirà la dirigenza a trattenere lo zoccolo duro che ha consentito il ritorno nei professionisti offrendo contratti uguali o di poco superiori al minimo contrattuale? Sarebbe fondamentale per il lavoro sul campo di Pagliuca poter contare su almeno 5-6 elementi over che conosce a menadito e che fungerebbero da traino per i nuovi innesti.
Rinforzi. Per un campionato senza patemi servirebbero due centrali da affiancare al tandem Espeche-Calistri, altrettanti centrocampisti di 24-25 anni con esperienza in Lega Pro e due punte, una centrale over e una laterale under. Ma ad oggi l’unico nome reale (ad oggi Marianini, Mei e Vannucchi non hanno ricevuto alcuna chiamata dalla dirigenza rossonera) accostato alla Lucchese è quello della punta della Fortis Juventus, 25 anni ad ottobre, 21 gol in 30 partite in D dopo aver militato, sempre nella medesima categoria, con Lanciotto, Rosignano Sei Rose e Pistoiese. Una scommessa, ma non certo in grado di fare la differenza nell’ex C1.
Visibilità. E sembrato anomalo agli operatori di mercato non vedere all’Ata Hotel di Milano un rappresentante della Lucchese. È vero che il club non era impegnato a risolvere le comproprietà visto che proviene dalla Lnd. Ma è altrettanto vero che la visibilità a certi livelli è importante e con essa l’opportunità d’incontrare dirigenti, diesse, procuratori per stringere rapporti in ottica futura.
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