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Lucca

Coppa al bar Morino, culla del basket

Coppa al bar Morino, culla del basket

I ragazzi dell’Under 14 regalano il trofeo vinto al locale dove nacque la società

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LUCCA. La storia parla di un pomeriggio di fine estate di quarantaquattro anni fa, il 27 agosto 1970, quando al bar Morino di viale Castracani si riunirono una decina di ragazzi per dare vita alla Pallacanestro Lucca. Un bellissimo percorso – passato per lo più nei campionati nazionali, con migliaia di ragazzi che sono stati cresciuti ed educati nel segno della palla a spicchi – che ormai è giunto al capolinea con la fine ormai annunciata per il 30 giugno.

Ma la passione per questo sport e l’attaccamento alla maglia non ha età né può arrendersi di fronte alle difficoltà economiche, così i ragazzi dell’Under 14 che il 2 giugno hanno vinto la Coppa Primavera e, in mancanza di una vera e propria sede e di una società che possa custodirla, hanno deciso di portare questa coppa proprio al bar Morino di viale Castracani, dove tutto ebbe inizio. L’appuntamento è fissato per il primo pomeriggio di oggi, alle 15, in un incontro in cui si compirà un gesto simbolico che esprime un profondo significato, visto che l’ultimo trofeo della società sarà custodito proprio nella stanza dove quella società è nata.

Sergio Marchetti è l’attuale gestore del locale che la sua famiglia aveva comprato nel 1954 proprio da Gino Giusti, detto Morino, che sarebbe stato il bisnonno di Emilio Giusti che oggi gioca a pallacanestro in quella squadra Under 14 della Pallacanestro Lucca che oggi consegnerà la coppa. Corsi e ricorsi storici che fanno galoppare la memoria: «Metteremo la coppa nella stanza sul retro, dove ci sono anche le foto storiche della Lucchese – spiega Sergio – in quella stanza si gioca a carte e ci si ritrova ma negli anni è stato un punto d’incontro di tutti gli sportivi». Con i ragazzi della pallacanestro che si ritrovavano qui dopo le partite nel campetto dell’Arancio predisposto da Don Michele Guidotti, e poi tutti i dirigenti della Lucchese, da Vannucchi a Lombardi al dottor Carli, fino ai giocatori che avevano gli appartamenti proprio sopra il bar. «Ricordo ancora tutti i fondatori della Pallacanestro Lucca – prosegue – per questo ho chiamato Pietro Martinelli, uno dei pochi rimasto in vita tra quelli che c’erano a quel tempo». Alessandro Petrini

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