Sicurezza
La sala riunioni intitolata ad Alessio
Il presidente nazionale degli arbitri Marcello Nicchi alla sede Aia dell’Arancio
LUCCA. Il nome di Alessio Grandi, il giovanissimo arbitro di calcio morto quattro anni fa (era il 24 agosto 2010) all’interno della sua auto che prese fuoco, da venerdì pomeriggio compare sulla porta della sala riunioni nella sede della sezione Aia all’Arancio. A inaugurare la sala riunioni con il taglio del nastro il presidente nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi. L’iniziativa di ricordare Alessio Grandi, che faceva parte della sezione di Lucca ed era ritenuto un ragazzo di grande talento e prospettiva che di lì a poco avrebbe diretto match a livello nazionale, è stata del presidente locale Antonio Ruffo. Alla cerimonia hanno assistito anche la mamma di Alessio, Maria Angela Ricci, omaggiata con un bouquet di fiori e il papà Aldo Grandi che ha ricevuto una serie di documenti del figlio e in particolare i referti di alcune delle partite da lui arbitrate. Sabato alle 18 al Porta Elisa si è svolta, in memoria di Alessio, una partita di calcio a ranghi contrapposti. Da una parte, in maglia bianca, vecchie glorie e attuali giocatori e dirigenti della Lucchese, che Alessio seguiva con passione in veste di fotografo, e dall’altra amici e compagni di scuola del giovane arbitro che ci ha lasciato troppo presto. È finita 3-3 con tripletta per gli ex rossoneri di un Tony Carruezzo, 45 anni all’anagrafe molti di meno sul rettangolo verde e gol per l’altra compagine - in cui in porta figurava il maresciallo Vincenzo Cattano, per decenni comandante della stazione di Borgo Giannotti - anche di Nazzareno Tarantino. E alla fine applausi e commozione in ricordo di Alessio.
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