Il Tirreno

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Lucchese, la Coppa Italia torna a casa

di Luca Tronchetti
Lucchese, la Coppa Italia torna a casa

Cerimonia da brividi in Lega Pro con l’eterno capitan Monaco che alza la copia del trofeo di fronte ai tifosi entusiasti

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FIRENZE. Quando il capitano dei capitani, Francesco Monaco, alza al cielo la Coppa Italia conquistata nella magica notte di Palermo del 30 maggio di 24 anni fa gli occhi brillano e i volti degli oltre trenta tifosi si rigano di lacrime d’amore vero. Applausi scroscianti, bandiere e sciarpe che sventolano nel ricordo di un passato incancellabile che ha segnato un’epoca. Il direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, resta stupito da tanto calore. Lui, che conosce il calcio in tutte le sue sfaccettature (è stato segretario della Lega di A ai tempi della presidenza Carraro), pare contagiato da tanta passione sincera e batte le mani convinto. «Vi aspettiamo: questa è casa vostra» la frase più bella di un dirigente che ha capito l’importanza dell’azionariato popolare e dei trust all’interno delle società di calcio. E che guarda con interesse ai modelli tedesco, inglese e spagnolo. «In Germania - dice Ghirelli - i trust all’inizio degli anni Novanta hanno debellato la violenza negli stadi e fermato la crisi finanziaria del sistema». Musica per le orecchie dei soci di Lucca United che da oltre due anni stanno recitando (per ora invano) lo stesso refrain. Una cosa è certa: Ghirelli - che ha fatto i complimenti allo staff di Lucca United per la scelta di Gianfelice Facchetti e di Riccardo Scirea come messaggeri dei valori dello sport - entro maggio visiterà la sede museo.

In viaggio alle 4 del mattino. Quella copia della Coppa Italia di C - perfettamente identica all’originale e non la miniatura, rubata nell’estate del 2011, che acquistò all’asta fallimentare nel 2009 l’allora presidente Giuliano Giuliani - è già custodita nella bacheca della sede museo di Lucca United dietro la curva Ovest. E il testimonial ideale di un avvenimento tanto sentito dal popolo rossonero altro non poteva essere che il piccolo-grande uomo: Francesco Monaco. Avvertito 48 ore prima da un cronista de Il Tirreno è salito in macchina e alle 4 di giovedì mattina è partito da Ascoli Piceno (dove vive con la famiglia) per raggiungere la sede di via Jacopo da Diacceto a Firenze. «Un’emozione grandissima, la più bella della mia carriera e riviverla in questa circostanza assieme ai tifosi mi ha fatto emozionare come allora». Festeggiato e osannato come merita per la sua serietà e le sue doti morali.

Lucca United. Con il presidente Stefano Galligani e il «ministro degli esteri» Piero Pacini c’erano una trentina di soci della cooperativa di Lucca United che da fine ottobre ha instaurato rapporti con i vertici della Lega Pro chiedendo di poter riavere quell’ambito trofeo. E non potevano mancare all’appuntamento (c’è chi si è bruciato anche un giorno di ferie pur di essere lì e riabbracciare la Coppa scomparsa) sei reduci dalla notte di Palermo: Stefano «Sesso» Nardi, Domenico «Fez» Galante, Alessandro «Mimmo» Tosi, Roberto Ambrogi, Luca Bartoli e il collega Lodovico Poschi Meuron il «Pippo Baudo de noantri». Sorridenti e commossi con un brivido lungo la schiena nel ricordo di quell’indimenticabile avventura.

Il sindaco e la società. In prima fila - con tanto di fascia tricolore - il sindaco Alessandro Tambellini con l’assessore allo sport Massimo Tuccori. Che ha esaltato l’azionariato diffuso e l’opera svolta anche per il sociale della cooperativa di Lucca United. In prima fila anche Moreno Micheloni, uno dei soci della Lucchese che incarna lo spirito della ripartenza dal club dall’Eccellenza. Un valore aggiunto per la società rossonera da cui ripartire tutti assieme.

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