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Barsanti: «Mi hanno impedito di allenarmi»

Barsanti: «Mi hanno impedito di allenarmi»

L’ex capitano accusa la Pallacanestro di averlo scaricato e ringrazia chi lo ha aiutato a riprendersi

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LUCCA. La Pallacanestro Lucca ha disatteso gli impegni nei miei confronti e alla ripresa dopo l’infortunio mi ha perfino impedito di allenarmi, cacciandomi dallo spogliatoio. Lo dice Andrea Barsanti, ex capitano biancorosso, protagonista due anni fa della promozione.

Barsanti racconta della conferma con la firma del contratto, dell’infortunio, delle promesse del club (“la maglia numero 9 è tua”) e spiega di essersi autofinanziato per il costo dell’operazione della riabilitazione, rinunciando al compenso fino al momento del rientro.

E spiega di aver iniziato la ripresa a metà dicembre con il preparatore atletico Nicola Cortopassi durante gli orari della prima squadra «fino a quando, il 12 febbraio (a quindici giorni dalla chiusura del mercato e a circa quindici giorni dal mio possibile rientro) mi viene dato il ben servito giustificato dal fatto che a causa delle scarse risorse economiche e la necessità di inserire un giocatore che ricoprisse anche il ruolo di playmaker, non rientravo più nei piani della società, la quale non aveva più alcun interesse a tesserarmi.

«Il giorno seguente, non avendo ricevuto una comunicazione ufficiale, mi presento ugualmente all’allenamento; qui un personaggio che ricopriva un ruolo dirigenziale intima al sottoscritto di andarsene a casa, e mi viene anche negata la possibilità di fare la doccia nello spogliatoio della prima squadra, aggiungendo di non presentarmi più agli allenamenti in quanto non più gradito»

Parte una raccomandata per chiedere le motivazioni di questa decisione cui non arriva risposta. Poi il 18 febbraio la visita dal prof. Cerulli che dà il via libera per l’attività agonistica.

«Fino a cinque giorni prima - dice Barsanti - ero consapevole che sarei rientrato a giocare per la Pallacanestro Lucca, mentre all'improvviso mi sono trovato senza un campo per riprendere piano piano gli allenamenti. Fortunatamente, a Lucca, ci sono persone che a differenza di altre hanno valori etici ed umani e rispetto delle persone; proprio grazie a questi (Umberto Vangelosti, Luigi Pracchia e tutto lo staff del Cmb e dello Junior basket) ho potuto riprendere gradualmente gli allenamenti andando in palestra con i gruppi 2000-2001 e con gli under 15 regionali, oltre che con la squadra di Promozione dello Junior.

«Prima di concludere, voglio fare alcuni ringraziamenti particolari: a Nicola Cortopassi, che mi ha seguito con molta cura sia la fase iniziale che la fase finale della riabilitazione; a Giorgio Datteri, alla Palestra Ego che mi ha sempre trattato e accolto come un figlio; a Luca e Michele Gemignani che mi hanno seguito dal 'pre' al 'post' intervento e indirizzato dal prof Cerulli; a Massimo Butelli, che è sempre stato disponibile a visitarmi e darmi consigli sul programma di lavoro da svolgere; a Gianpaolo Drocker per il grandissimo supporto morale; a Umberto Vangelisti e Luigi Pracchia; a tutti i tifosi che mi hanno sempre sostenuto e supportato, ai Menenos che mi sono sempre stati molto vicini e, infine ma non per questo meno importanti, a tutta la mia famiglia, la mia ragazza Martina e la sua famiglia».

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