Il Tirreno

Lucca

Gesam non tradisce mai ai playoff da protagonista

di Fabrizio Tonelli
Gesam non tradisce mai ai playoff da protagonista

Al quarto campionato in A1 la squadra si conferma nell’élite del basket rosa In pochi mesi ha disputato le finali di Supercoppa, Coppa Italia e serie scudetto

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LUCCA. Ai playoff da protagonista. Sia che resti al quarto posto, con Venezia avversaria nel primo turno; sia che all’ultimo tuffo si materializzi una oggi imprevedibile terza posizione, con quarto di finale contro Spezia.

Il Basket Le Mura ha buone ragioni per festeggiare. Si conferma nell’elite della pallacanestro femminile in una stagione che è stata comunque difficile, condizionata dall’infortunio dell’americana Jillian Robbins alla quarta giornata. Ha già giocato due finali: una, quella di Supercoppa, in virtù dei risultati della scorsa annata; un’altra, quella di Coppa Italia, dopo aver battuto in semifinale la formazione di casa, la Passalacqua Ragusa. E a meno che non cambi il regolamento (Fip e Lega ci stanno abituando a tutto e il contrario di tutto) se Schio vincerà il campionato, Gesam Gas riaffronterà nuovamente le venete nella Supercoppa che aprirà la prossima stagione.

Quattro campionati di A1, quattro percorsi ricchi di soddisfazione.

Il primo anno fu chiuso con la salvezza, in garatre del primo turno playout contro Napoli, dopo che la squadra era andata a un passo da conquistare l’ultimo posto utile per i playoff. Un ambiente sano, la stima incondizionata nello staff tecnico e nell’organico, consentirono di superare tutte le difficoltà dell’inizio, le cinque pesanti sconfitte consecutive, e di disputare una seconda parte di campionato in crescendo, un campionato con squadre di qualità e consistenza di gran lunga superiore a oggi.

La stagione successiva, 2011-2012 , è stata quella della rivelazione, quella che ha imposto Le Mura all’attenzione di tutto il basket femminile. Quarto posto al termine della regular season, dietro Taranto, Schio e Como. Due a zero secco contro Umbertide nel quarto di finale playoff e poi la memorabile serie contro Taranto. L’epico successo in garatre al Palamazzola, che portò Lucca 2-1 e quindi a un passo dalla finale, ma che risucchiò anche le ultime energie fisiche e mentali della squadra. Andrade, Willis, Hampton, Bagnara, Ruzickova, Gentile e le altre avevano ormai dato tutto. Taranto tornò al Palatagliate e impose la legge del più forte, guadagnando poi in casa il diritto a giocarsi una finale scudetto dominata e vinta in tre gare contro Schio.

Poi il 2012-2013, con Gesam Gas unica antagonista a Schio sia in Coppa Italia che in campionato. Lo spettacolo da pelle d’oca della Final Four al Palatagliate, la prima serie scudetto della storia del club biancorosso. Titolo alla Famila, ma grande rispetto per Le Mura.

E si arriva a oggi, alla vigilia dell’ultima giornata di regular season, che si chiuderà domenica a Parma. Una stagione diversa, affrontata con una squadra profondamente cambiata, come detto fortemente condizionata dall’infortunio di Robbins. Le Mura però c’è, ancora una volta. A dispetto di una congiuntura economica che non aiuta il basket femminile; a dispetto di una Fip che più che sostenere il movimento lo grava continuamente di tasse e balzelli; a dispetto di una Lega che sembra sempre più vestire il colore orange della squadra di club del suo presidente.

Ecco perchè, comunque vada, questo team e questa società si meritano un applauso. Nei 500 anni del monumento di cui porta il nome, anche il Basket Le Mura è motivo d’orgoglio per la città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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