Sicurezza
Il gigante che segna e fa sognare i tifosi
La storia di Raicevic alto 1,90 e reduce da due anni di stop per cavilli burocratici. Il suo sogno è la nazionale del Montenegro
LUCCA. La Lucchese all'inseguimento della Correggese a passi da...gigante. Il gol del 3-2 di Filip Raicevic, 19 anni, attaccante montenegrino di 190 centimetri, vale la vittoria a San Colombano e mantiene i rossoneri a due punti dalla capolista Correggese, in piena corsa per la promozione a sette giornate dalla fine.
Arrivato a dicembre, tesserato solo venerdì scorso, ha debuttato due giorni dopo segnando il gol decisivo. Un'altra scommessa del diesse Bruno Russo dopo quella di Fedato che ora gioca in serie A nel Catania.
Figlio d'arte - il papà, anche lui attaccante, ha giocato nella serie A jugoslava negli anni Ottanta - Raicevic proviene da una fucina di talenti come il Partizan Belgrado (acerrimi rivali della Stella Rossa). Su tutti Jovetic, ex Fiorentina, adesso al Manchester City, dove gioca anche Nastasic.
«Abbiamo giocato insieme nella Primavera del Partizan, scuola molto importante per il calcio – racconta l'attaccante – Sono cresciuto fino a 14 anni nel Zeta Golubovci, nel Montenegro. Con il Partizan ho partecipato alla Viareggio Cup (primo club straniero a vincere il prestigioso torneo nel 1951 ndr) e la nazionale del Montenegro fino all'under 19».
Le sue qualità non sono passate inosservate.
A portarlo in Italia è un ex calciatore della Lucchese, Gabriele Savino (10 presenze nella stagione 1990-91), oggi apprezzato procuratore sportivo.
Ma per l'eroe di San Colombano è stato un calvario prima di tornare in campo. La giovane punta nata a Podgorica (Montenegro, ex Jugoslavia) per due anni è dovuta stare al palo, pur continuando ad allenarsi, fermata da cavilli burocratici e regolamenti contorti. Una storia che racconta in un italiano dal tipico accento slavo, molto meglio di tanti calciatori da tempo nel nostro paese.
«Nell'estate del 2012 sono arrivato al Carpi, ma non mi ha potuto tesserare perché ero extracomunitario, poi al Chievo, avevo tutti i documenti pronti, ma è sorto un problema con la mia prima squadra per un premio di valorizzazione. Sono arrivato in Belgio, al Liege (serie B ndr) e stavolta è saltata fuori una regola che mi obbligava al permesso di lavoro. Poi finalmente la Lucchese e grazie al passaporto belga sono comunitario. In questi mesi non ho mollato, il calcio è la mia vita, una passione trasmessa da mio padre che ha giocato in A nel Metalac Gornji. Sono in serie D, nei dilettanti, ma voglio salire di categoria e mi piacerebbe farlo con la Lucchese. Il gol? Ci ho creduto. Peccato per il raddoppio sprecato alla fine, ero troppo stanco».
La famiglia di Filip è rimasta in Montenegro.
Il padre operaio in una fabbrica di cucine, la mamma educatrice in una scuola e la sorella.
Il suo pezzo forte è il colpo di testa, dall'alto dei suoi quasi 190 centimetri di altezza, ma è agile anche con i piedi, dotato di buona tecnica, nel dna dei calciatori slavi. «Mi piace giocare palla a terra, come prima punta, ma anche più indietro, un po' alla Ibrahimovic che è il mio idolo».
Raicevic potrebbe anche essere convocabile per la nazionale maggiore del Montenegro, il cui presidente della Federazione è Dejan Savicevic, il “Genio” del Milan. «Per ora è un sogno» dice la punta che spera di debuttare al Porta Elisa contro l'Abano Thermal Ceccato, sceso al quinto posto dopo due sconfitte consecutive (Fortis Juve e Castelfranco), ma avversario temibile. Un altro crocevia importante. La Correggese (dopo la goleada per 8-0 al Riccione) ospita il Fidenza. Un duello a distanza sempre più entusiasmante. Pagliuca, abile a gestire la rosa e tenere tutti sul pezzo, recupera a centrocampoNolé che realizzò il gol da 3 punti all'andata in Veneto.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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