Sicurezza
La piccola Ajax dei dilettanti punta a un risultato di prestigio
Tassi, tecnico del San Colombano, non farà sconti all’amico Pagliuca: «Gambe e fiato contro la qualità degli ospiti»
LUCCA. L’ultimo a spiccare il volo verso la serie A è l’attaccante argentino Jonathas Alexis Ferrante, classe 1995, qualche apparizione in panchina con la Roma. Prima di lui gli era toccato a Bonomi, Caracciolo, Matri, Bolzoni e Ardemagni protagonisti in A e B. San Colombano paese di 8000 abitanti tra Milano e Lodi è il luogo ideale per svezzare talenti. Non è un caso se gli addetti ai lavori definiscono il «Bano» l’Ajax dei dilettanti. Trecento calciatori in erba (scuola calcio dell’Inter) e 4-500 tifosi pronti ad acclamare i loro beniamini sulla tribuna coperta del comunale dedicato a Franco Riccardi tre volte campione olimpionico di scherma (dal 1928 al 1936) testimoniano un senso di appartenenza fuori dal comune. Dalla fine degli anni Novanta i «blugrana» del Lambro hanno fatto la spola tra serie D e l’Eccellenza lombarda e come allenatore hanno avuto anche il tecnico comunista Paolo Sollier. Da 5 stagioni consecutive (sei complessive) sulla tolda di comando c’è Maurizio Tassi, 53 anni, grande amico di Gigi Simoni ed estimatore del trainer rossonero Guido Pagliuca. «Ad inizio stagione - dice Tassi, che dal lunedì al venerdì sino alle 17 gestisce due negozi di abbigliamento a Milano - i giornali ci davano per retrocessi alla fine del girone d’andata. Invece la squadra ha conquistato 27 punti in 24 partite e se il campionato finisse oggi ci salveremo. Il merito è di una società modello (150mila euro il budget stagionale compreso il settore giovanile) e dei ragazzi straordinari che mi seguono con impegno, volontà e applicazione. La stragrande maggioranza ha debuttato in prima squadra con me. Conosco pregi e difetti di tutti e dico che ragazzi come la punta Odi o il centrocampista Bianchi farebbero bene anche nei professionisti». Al «Bano» tutti lavorano o studiano. Il rimborso spese più elevato? Mille euro al mese a capitan Dalcerri, classe 1975, da 17 anni in maglia rossoblu. Contro i rossoneri non ci saranno gli squalificati Guerrisi e Marchi e gli infortunati Dalcerri (rientra tra 3 settimane) e il baby Pagani. Grinta, agonismo e determinazione sono le armi del San Colombano. Sarà anche un caso, ma in 24 partite sono stati 13 i cartellini rossi. Contro la Lucchese la ricetta di Tassi è una sola: «Gambe e fiato. Per fare risultato voglio vedere gli occhi di tigre nei miei giocatori. Perché se marchi Chianese e Tarantino e perdi di vista Aliboni e Caboni sei fregato. Serve la partita perfetta». A San Colombano a Lambro piove da venerdì sera: «Il campo è una piccola bomboniera con i tifosi stretti vicino alla rete che delimita il terreno. In paese non si parla d’altro e al bar i tifosi mi fermano per incoraggiarmi. In casa abbiamo raccolto 18 punti su 27 e soltanto due volte ci hanno battuto. Non dobbiamo pensare che siamo bravi perché la Lucchese è molto più forte di noi. Io stimo Pagliuca che ritengo il miglior allenatore della D e a cui auguro di cuore di guidare i rossoneri nei professionisti dove meritano di tornare. Contro la corazzata toscana però venderemo cara la pelle. La nostra salvezza non passa dalla sfida odierna, ma dalle partite con Forcoli, Formigine o Montichiari. Giocare con la Lucchese per noi è un premio».
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