Il dolore
Pallacanestro Lucca, 72 ore per salvarsi
Entro giovedì o la società salda i 30.900 euro della rata Fip oppure 44 anni di storia vengono cancellati con la radiazione
LUCCA. Ventiquattro ore sprecate. La giornata di ieri infatti era l’ultima a disposizione della Pallacanestro Lucca per saldare nei termini i 30.900 euro richiesti dalla Fip come seconda rata della tassa di affiliazione e la società non è riuscita a effettuare il pagamento. Ora per i biancorossi inizia il vero conto alla rovescia, un countdown lungo 72 ore perché c’è tempo fino a giovedì per mettersi in regola e poi, se non dovessero arrivare ulteriori novità, l’intera Pallacanestro Lucca, con i suoi 44 anni di storia, sarebbe definitivamente radiata dalla federazione. Il passare delle ore quindi somiglia tanto a uno stillicidio anche perché ogni giorno di ritardo a partire da ieri costa un punto di penalizzazione in classifica nel campionato di Adecco Silver, con il conseguente allontanamento dalla zona playoff e lo sprofondamento nella lotta per la salvezza. Ma in questo momento le questioni di campo sembrano veramente le ultime ad avere importanza perché c’è da pensare essenzialmente alla sopravvivenza di una società storica che ha circa 250 tesserati e un movimento che ogni settimana coinvolge centinaia di appassionati da tutta la provincia. Dopo la sconfitta in volata di domenica sera a Casalpusterlengo, con la squadra che aveva messo in campo cuore e orgoglio, la sensazione era che la fase di stallo societaria fosse destinata a sbloccarsi e che ieri mattina si potesse procedere regolarmente al pagamento dei contributi federali. Invece nel mezzo si sono messi vari intoppi, tra i quali la mancanza di liquidità sufficiente sul conto e i tempi tecnici per fare un nuovo versamento. Nel primo pomeriggio la sensazione era che da un momento all’altro si sarebbe potuto sbloccare tutto e che in giornata, al massimo oggi, si sarebbe potuti procedere con i pagamenti. In serata invece le nuvole si sono fatte più cupe e ora le speranze sembrano assottigliarsi a tal punto che potrebbe insinuarsi il sospetto della mancanza di volontà di pagare e di continuare ad andare avanti. Alla base di tutto ci sarebbe quindi una mancanza di disponibilità economica che quindi sarebbe emersa anche a prescindere dal comunicato di venerdì sera in cui i giocatori della prima squadra avevano portato alla luce alcune delle problematiche con cui da mesi erano costretti a fare i conti. Senza pensare a tutto il mondo delle giovanili, con i gruppi Under 13 e Under 14 che ieri pomeriggio sono stati costretti a rinunciare ai loro allenamenti perché quando sono arrivati alla palestra di San Concordio l’hanno trovata chiusa perché il custode si è rifiutato di andare regolarmente ad aprirla visto che anche lui deve ancora ricevere diverse mensilità arretrate, così come gli allenatori del settore giovanile, che hanno manifestato la loro solidarietà. Un fuori programma inaspettato che ha spiazzato i ragazzi e le loro famiglie. «Ho investito tanti anni perché crediamo nel valore sociale dello sport e che la pallacanestro sia importantissima per la crescita – dice una madre –. Sono realmente disperata per la prospettiva che la Pallacanestro Lucca possa chiudere e a mio figlio non l’ho ancora detto. In questo modo si mettono in ginocchio tantissime persone. Abbiamo pagato la quota ma di quella non m’importa niente, voglio che mio figlio continui a fare sport».
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