Il Tirreno

Lucca

Lucchese, Bacci guarda al futuro

di Nicola Nucci e Luca Tronchetti
Lucchese, Bacci guarda al futuro

Incontro con il ds Giovannini per un quadro su costi e benefici in Lega Pro. Allo studio il master plan

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LUCCA. La Lucchese pensa al futuro e mentre si attende con trepidazione il master plan da presentare al sindaco sulla trasformazione del Porta Elisa il patron Andrea Bacci e il consiglio d’amministrazione incontrano l’ex diesse rossonero Paolo Giovannini e una delegazione di Lucca United.

Contributi federali. Bacci guarda avanti e per questo motivo giovedì sera al ristorante Varrone sul viale Europa ha voluto incontrare l’ex diesse della Lucchese Paolo Giovannini, che la scorsa stagione ha portato in Pontedera in Prima Divisione con la squadra oggi in corsa per i playoff della B. Il motivo del rendez vous? Bacci ha voluto fare una chiaccherata con un dirigente esperto e competente che conosce come pochi i regolamenti della Lega Pro e capire quali passi compiere in caso di promozione della Lucchese nell'ex serie C per quanto riguarda i bilanci e i contributi federali legati all'età media che fanno gola alle società, in molti casi un'ancora di salvezza per restare a galla. Anche perché - è bene parlarci chiaro - la composizione societaria del Pontedera (tredici soci di piccolo-medio livello) assomiglia molto a quella attuale della Lucchese. E se tutti insieme i soci granata hanno tirato fuori in questa stagione propedeutica alla riforma 200mila euro allora è bene seguire quel modello.

Parla Giovannini. «Bacci, Gonzadi e altri soci - spiega Paolo Giovannini, interpellato da Il Tirreno – mi hanno invitato a cena per capire come funziona il calcio professionismo, come progettare un bilancio e contenere i costi, i contributi per l'utilizzo di giovani, la legge Meladri, le fideiussioni. Essendo la Lucchese una società partita dal basso i dirigenti vogliono rendersi conto dei costi gestionali. Tra la D e la C c'è un abisso. E' stato un incontro tecnico-sportivo, non abbiamo parlato del futuro. Comunque ho informato anche la mia società di questo incontro per evitare malintesi. Io sto bene a Pontedera, dove ho un contratto fino al giugno 2015». Bacci e soci sono rimasti affascinati dal modello Pontedera. La società granata è riuscita a salire in Seconda divisione spendendo 1,3 milioni compreso il settore giovanile coprendo oltre il 70% dei costi con i contributi ed 1,4 quest'anno con una rosa persino ringiovanita. Domenica scorsa il Pontedera che ha steso la capolista Frosinone era formato da tre '94 (Ricci, Di Noia e Pastore), un '95 (Gasbarro), due '93 (l'ex Galli e Gonnelli) e un '91 (Settembrini), con i senatori che sono gli ex rossoneri Grassi (ora infortunato) e Pera. «Parlando con Bacci - dice Giovannini - ho visto un presidente determinato, ma che vuole fare i passi giusti. In Lega Pro i contributi, le comproprietà e i diritti tv garantiscono entrate importanti». Insomma Paolo Giovannini non ha intenzione di muoversi da Pontedera. Inutile nascondere però che Lucca e la Lucchese sono nel cuore dell’ex diesse che - è bene ricordarlo - ha vinto due campionati (D e Seconda Divisione) prima del fallimento (nelle giovanili rossonere gioca il figlio Federico con il 2001).

Bacci pensiero. L'incontro tra Bacci e Giovanini era programmato da tempo. «Volevo conoscere Giovannini, una persona molto esperta e capace per le categorie professionistiche, dobbiamo ripartire quasi da zero e le regole normative dei professionisti sono profondamente diverse. Gli abbiamo chiesto alcune consigli». E ieri sera - sempre al ristorante Varrone - c’è stato anche un pour parler tra Bacci ed esponenti di Lucca United.

Master plan. Cresce invece l’attesa per conoscere il master plan da sottoporre all’amministrazione riguardo alla risistemazione del Porta Elisa che dovrà essere messo a norma entro agosto 2014. Nell’incontro tra Bacci e il sindaco Tambellini si è parlato di strutture ricettive (bar,ristoranti e caffetterie oltre a qualche box commerciale) e ricreative (campi di calcetto) per agevolare gli accessi agli stadi ed avere un impianto che crei utili tutto l’anno. Non dovrebbero però rientrare albergo e supermercato perché altrimenti il progetto sarebbe una fotocopia di quello della gestione Valentini-Giuliani (e sappiamo tutti com’è andata a finire). A meno che non vi siano modifiche normative da parte del nuovo Governo che consentano il superamento di certi parametri urbanistici.

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