Sicurezza
Crac della Lucchese Hadj in tribunale per il 26 marzo
LUCCA. Nell’udienza di giovedì scorso Fouzi Hadj, principale imputato della bancarotta fraudolenta di oltre 8 milioni legata al primo crac dell’As Lucchese Libertas (Kutufà, Pilipenko e Torre gli...
LUCCA. Nell’udienza di giovedì scorso Fouzi Hadj, principale imputato della bancarotta fraudolenta di oltre 8 milioni legata al primo crac dell’As Lucchese Libertas (Kutufà, Pilipenko e Torre gli altri imputati), non ha depositato il bonifico bancario da 90mila euro come transazione alla curatela fallimentare (costituitasi parte civile con l’avvocato Francesca Lenzi) e condizione essenziale affinché il comitato dei creditori esca dal processo e alleggerisca di fatto la posizione processuale dell’ex plenipotenziario rossonero. Il legale dell’imputato ha assicurato che la cifra verrà versata entro la prossima udienza fissata il 26 marzo e il bonifico arriverà da una banca estera visto che per lo Stato italiano Fouzi Hadj (attualmente residente all’estero) è un «nullatenente». Intanto il collegio ha calendarizzato le prossime udienze. Il 26 marzo l’ex presidente della Lucchese se vorrà potrà farsi interrogare in aula. Il 14 aprile verranno ascoltati tutti i testimoni mentre il 7 maggio tornerà a parlare il curatore fallimentare Francesco Giannecchini che ha esercitato l’azione di responsabilità nei confronti dell'ex plenipotenziario rossonero per l'importo di 145mila incassati dall'uomo d'affari due mesi prima della declaratoria fallimentare dalla Lega Pro per la valorizzazione degli under 21. Otto assegni da 10mila euro e 13 da 5mila. Invece della restituzione dell'intero importo Fouzi Hadj ha fatto una proposta transattiva alla curatela: 90mila euro (il 60% del dovuto).
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