Sicurezza
«Un orgoglio essere secondi a Schio Resterò? Vedremo»
Coach Diamanti a tutto campo dopo la finale di Coppa Italia «A Lucca si è costruito un bel rapporto con la città e i tifosi»
LUCCA. Due partite in meno di 24 ore, l’adrenalina alle stelle, poi il viaggio di ritorno, la stanchezza, poche ore di sonno e al mattino presto la sveglia che suona e che vorresti buttare dalla finestra. Ma alle 7,30 Mirco Diamanti è già al suo posto di lavoro, nell’ufficio del provveditorato agli studi di Massa Carrara. Il giorno dopo la finale di Coppa Italia il coach di Gesam Gas Le Mura trova il tempo per una riflessione a tutto campo.
Coach, battere la Famila Schio è proprio impossibile oppure Gesam Gas vista in campo sabato contro Ragusa avrebbe potuto farcela?
«E’ un paragone che non si può fare. Nelle due partite è cambiato il comportamento di Schio. Sabato Umbertide ha giocato un’ottima gara, ha conteso il successo alla Famila fino alla fine, le ha tenuto testa più di quanto sia riuscito a noi il giorno successivo. L’impressione però è che Schio abbia avuto due facce diverse, che quando si trova a disputare una gara decisiva aumenti i suoi giri. E non possiamo pensare di contrastarla se non ci esprimiamo al meglio e se loro invece non sono un po’ sottotono».
Però nella partita di campionato di qualche settimana fa le avevate messe più in difficoltà.
«Le abbiamo affrontate in un momento in cui avevano impegni di Eurolega, gare ravvicinate e trasferte. Quella era una partita in cui potevamo avere più chance. Ma quando giocano un incontro che conclude un percorso è difficile coglierle impreparate».
L’impressione è che Gesam sia scesa in campo con poche energie, quasi svuotata a livello fisico e mentale dall’impresa del giorno prima.
«E’ una sensazione che avevo già percepito nello spogliatoio, sono meccanismi difficili da capire, tanto più che ho visto meglio le ragazze nella seconda parte della gara rispetto alla prima. Purtroppo se le nostre giocatrici di riferimento non giocano al massimo è duro competere con squadre attrezzate come Schio».
Il messaggio che esce da Ragusa è che anche in campionato non ci sarà storia, con la Famila più forte di tutti?
«Questo già lo si sapeva. Però voglio sottolineare il fatto che questo dualismo Schio - Lucca per noi è motivo di orgoglio, siamo i primi dei normali. Noi facciamo il nostro percorso, cercando di allestire una squadra competitiva. Quando perdi certe giocatrici perché altri club offrono di più non puoi pensare di essere competitivo con Schio. E poi queste offerte non arrivano solo dalla Famila, ma da altre società, che quindi dimostrano di avere possibilità economiche superiori alla nostra. Nonostante ciò per il secondo anno consecutivo abbiamo raggiunto la finale di Coppa e abbiamo combattuto fino alla fine. Vediamo cosa accadrà in campionato».
L’obiettivo è ripetere la serie scudetto di un anno fa?
«Ho detto più volte che una stagione come l’anno scorso è irripetibile per noi dal punto di vista delle prestazioni. Abbiamo perso solo 3 gare in campionato, alla fine della stagione regolare avevamo una differenza canestri migliore di Schio. Questo significa che le nostre vittorie sono state nette. Quest’anno non abbiamo la stessa continuità, abbiamo avuto un passaggio a vuoto importante. Puntiamo a centrare lo stesso risultato, anche se con un percorso diverso».
Intanto aver raggiunto la finale di Coppa dovrebbe valere il diritto a disputare la Supercoppa della prossima stagione, se Schio vincerà lo scudetto.
«Credo di sì, ma per dissipare ogni dubbio proveremo a raggiungere anche la finale scudetto. Voglio ricordare che alla quarta giornata abbiamo perso una straniera che doveva essere un punto di riferimento importante per la nostra squadra. Poi a gennaio è arrivata Jones, che sta facendo bene, ma che è una giocatrice diversa, per esperienza e curriculum, rispetto a Robbins e che proprio in Italia sta giocando il suo campionato più importante».
La parabola di Gesam Gas Le Mura si lega in modo indissolubile agli otto anni di guida tecnica di Mirco Diamanti. Cosa succederà al termine di questa stagione?
«Intanto vorrei dire che Le Mura ha già costruito qualcosa di diverso rispetto alla maggior parte delle società di A1: ha un rapporto con la città e i tifosi che pochi club possono vantare. Anche domenica notte sono venuti ad aspettarci all’aeroporto ed è stata una lieta sorpresa. C’è un bel rapporto, nei toni giusti. Questo deve stimolare la società ad andare avanti, impegnandosi per fare una squadra competitiva, sempre nel rispetto del budget. Ogni anno abbiamo speso la stessa cifra o meno rispetto alla stagione precedente, gestendo bene le risorse. La mia posizione? Anche i rapporti più belli quando sono lunghi si usurano e prima o poi verrà il momento del distacco. Ma se ne parlerà più avanti, non ho mai avuto fretta. E capiremo se ci sono i presupposti per continuare insieme».
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