Il Tirreno

Lucca

Lucchese-Comune, Tuccori pronto a dimettersi

di Luca Tronchetti
Lucchese-Comune, Tuccori pronto a dimettersi

I funzionari presentano in procura una denuncia generica per un reato che è a querela di parte

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LUCCA. Da una bega da cortile che poteva essere risolta in 48 ore con un’azione che coinvolgesse anche la polizia municipale siamo passati a un tormentone che rischia di far saltare una testa: quella dell’assessore allo sport, Massimo Tuccori. Il motivo? Presto detto. Come Il Tirreno ha riportato nell’edizione del 10 gennaio scorso dopo la decisione presa il 23 dicembre scorso dal presidente della Lucchese, Andrea Bacci, di staccare le utenze alla sede-museo storico di Lucca United sotto la curva Ovest e alla palestra della Pugilistica Lucchese e il suo rifiuto categorico di riattivarle senza il pagamento da parte del Comune delle bollette di luce e gas l’amministrazione aveva una sola strada per replicare all’atto di forza del club rossonero: una denuncia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (articolo 392 codice penale, competenza tribunale monocratico, procedibilità a querela di parte). Contestualmente, proprio per evitare che le utenze restino staccate, il Comune avrebbe dovuto chiedere il sequestro preventivo delle aree interessate per l’affidamento in custodia giudiziale agli attuali utilizzatori. Una procedura semplice semplice che nel giro di una settimana avrebbe prodotto gli effetti sperati. La soluzione invece è tardata ad arrivare. L’amministrazione ha preso tempo forse convinta di arrivare ad un accordo riappacificatore con Bacci. Alla fine con il sindaco Tambellini in testa è stata decisa la linea dura con tanto di consulto da parte di un avvocato penalista. Tutto a posto dunque? Neanche per sogno. Perché la denuncia è stata inoltrata circa 10 giorni fa, ma contrariamente a quanto indicato dal penalista gli uffici comunali - in particolare la segretaria Sabrina Pezzini e il dirigente Graziano Angeli - hanno modificato l’esposto che nella sua formulazione generica e non circostanziata come impone invece il reato configurabile di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. E sulla base di quanto depositato in procura dagli uffici competenti (evidentemente è stato interessato anche l’ufficio legale) il magistrato che si occupa della vicenda non può operare e quindi restando così le cose archivierà l’esposto per la mancata ipotesi di reato. La procura ha cose più importanti da fare a fronte di una mancata volontà o di un’incapacità dell’amministrazione comunale di affrontare vicende risibili e che - codice alla mano - avrebbe potuto risolvere nell’immediatezza inviando la polizia municipale quale organo di polizia giudiziaria a riattivare le utenze e a redigere un verbale da inviare alla procura della Repubblica su quanto si era verificato. Una situazione paradossale che Pugilistica e cooperativa dei tifosi stanno subendo sulla propria pelle e che induce Massimo Tuccori ad un ultimatum all’amministrazione. Entro domani - al termine di un incontro con i dirigenti e il sindaco - o la situazione si sblocca oppure l’assessore allo sport è pronto a rassegnare il mandato. E chi lo conosce bene sa che fa sul serio.

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