Gioco
Il silenzio stampa crea nuove ombre tra club e tifoseria
Fa discutere la decisione presa dal patron Andrea Bacci Intanto la Lucchese prepara la tabella per tornare in vetta
LUCCA. Un silenzio stampa da interpretare. Fa discutere la decisione della società rossonera di tappare la bocca a tutti i tesserati.
La versione ufficiale parla della necessità di “tutelare la serenità e la concentrazione della squadra e dello staff tecnico in un momento molto delicato del campionato”.
Francamente però non si capiscono i motivi di questa scelta proprio nella settimana che porta alla sosta del campionato in programma domenica prossima per gli impegni della rappresentativa di serie D al torneo di Viareggio e all'impegno del 9 febbraio al Porta Elisa contro un Riccione allo sbando, poco più che un'amichevole.
Un silenzio stampa anomalo anche nella tempistica, reso noto durante la partita contro il Formigine. Una decisione che ha lasciato perplessi i tifosi e innescato una serie di voci e congetture che certamente non aiutano la serenità dell'ambiente e della squadra proiettata nella rincorsa al primato.
La Correggese è al comando con 4 punti di vantaggio, continua a vincere e convincere (3-0 a Montichiari senza il goleador Luppi che piace al Parma e con tripletta di Gucci vanamente inseguito sul mercato dalla Lucchese che ha preso Spanu fuori uso per tutta la stagione).
A quanto pare i motivi sono altri. Forse ritrovare unità d'intenti a livello societario. Forse la volontà del patron rossonero Andrea Bacci nel prendere questa decisione a sorpresa di mettere una pausa dopo le polemiche al vetriolo con il Comune e Lucca United sulla questione delle utenze e degli impianti.
Secondo i ben informati il plenipotenziario rossonero sarebbe rimasto amareggiato anche dallo scetticismo che si respira nella tifoseria nei confronti di Bacci e soci che secondo alcuni non sarebbero intenzionati a salire di categoria. Illazioni che non aiutano una squadra condannata a vincere per provare a riprendere il primato.
Una “pressione” inevitabile in una piazza esigente e di tradizione come Lucca. La parola d'ordine deve essere chiarezza, dagli obiettivi e i programmi per il futuro. Questo campionato si può vincere o perdere, ma è un dovere provarci fino alla fine.
Il prossimo anno scatterà la riforma della Lega Pro. Non essere tra le sessanta squadre significa ripartire dalla D che sarà molto più competitiva. Il ritorno in C significherebbe entusiasmo, ritorno di immagine, sponsor e contributi federali per valorizzare il settore giovanile.
Pagliuca finora sta facendo un ottimo lavoro. La Lucchese ha cinque punti in più della stagione passata.
Al di là di qualche passaggio a vuoto a Mezzolara e Castelfranco nel girone di andata, prima ancora dello scontro diretto contro la Correggese che sta facendo anche la differenza in classifica, il campionato è aperto.
Nelle prossime quattro gare (Riccione, Clodiense, Camaiore e S. Colombano) c'è la possibilità di fare dodici punti ma sarà importante mantenere l’ambiente sereno. Al di là delle tabelle di marcia i rossoneri dovranno tenere sempre nel mirino la Correggese con la sfida diretta in programma all'ultima giornata. La sosta intanto sarà utile per recuperare Zinetti e Nolé.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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