Sicurezza
Melotti in emergenza scommette sul carattere
Verdeblu in crisi e senza otto giocatori: «Tra le squadre c’è un abisso, ma vale la pena di provarci»
LUCCA. È arrivato da dieci giorni a sostituire il veterano Gianni Balugani che a sua volta aveva rimpiazzato Armando Pantanelli. Mauro Melotti, 61 anni, navigato tecnico di Prima e Seconda Divisione con la fama di «sergente di ferro» si ritrova sulla tolda di comando del Formigine, la vera delusione del campionato di serie D. La compagine del patron Masi costruita per un campionato d’alta classifica oggi disputerebbe i playout visto che la salvezza diretta è distante 3 punti. A quota 20 i verdeblu viaggiano con una media di un punto a partita e per evitare gli spareggi dovranno conquistarne almeno 20 nelle rimanenti 14 gare. Melotti conosce bene la Lucchese e da allenatore non ha mai vinto con i rossoneri: tre pari nelle stagioni 2000-2001 e 2001-2002 alla guida della Spal in C1 e un ko al Porta Elisa nella stagione 2010-11 quando dirigeva la Cavese. E da giocatore la situazione non è molto diversa. L’ex difensore con la maglia del Modena impattò 2-2 al Braglia il 27 maggio 1973 e la stagione successiva dopo un pari a reti bianche al Porta Elisa fu sconfitto con i canarini a Modena dai rossoneri il 28 aprile 1974 (2-1). L’unico successo risale alla stagione 1974-75 quando con la casacca della Pro Vasto il 1 giugno 75 vinse 1-0 con i rossoneri. Ma al di là delle statistiche oggi il trainer modenese si trova ad affrontare una corazzata del girone con l’organico ridotto all’osso. Oltre agli squalificati Sarnelli e Brini Ferri - i giocatori più rappresentativi - mancheranno per problemi fisici il difensore centrale Germano (3 reti al suo attivo e in grado di guidare la retroguardia), il terzino Ficarelli, il metronomo Vernia (labirintite) e il lungo degente bomber Dell’Acqua. E non ci saranno nemmeno i giovani Essel e Vignocchi. «In panchina andranno tutti ragazzi nati nel 1995 e 1996. - ricorda Melotti al termine dell’ultima seduta di allenamento - Non certo il modo migliore per affrontare una super squadra come la Lucchese che a livello di singoli è la più forte del campionato. Una situazione ingarbugliata la nostra. Come se ne esce? Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Contro la Correggese abbiamo giocato decisamente sotto tono. Oggi chiedo una prova d’orgoglio ai ragazzi sul piano dell’abnegazione, della grinta, della generosità, del cuore. Al Pincelli si gioca una sorta di Davide contro Golia e noi, sulla carta, siamo le vittime designate. Ma sono un uomo di calcio e di situazioni particolari ne ho viste tante. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo e chissà che non riusciamo a metterli in difficoltà con la giusta cattiveria agonistica, la determinazione e la forza di volontà». Se con la Correggese il modulo tattico scelto era il 5-3-2 con la Lucchese il tecnico schiererà la squadra con il 4-4-2. «Farò necessità virtù come spesso mi è capitato durante la mia carriera. D’altronde ho 11 giocatori disponibili e la panchina sarà cortissima. Diciamo che il nostro campionato inizia dopo la sosta quando recupereremo gli infortunati e giocheremo contro avversari meno quotati. Mi auguro, al di là del risultato, di vedere una prestazione migliore dei miei ragazzi rispetto alla prova fornita domenica scorsa».
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