La manifestazione
Pagliuca: «Ci è stato negato un rigore»
Il presidente elogia l’impegno dei giocatori e se la prende con il campo pesante
LUCCA. Guido Pagliuca ha qualcosa da recriminare: «Cinque palle gol e forse un rigore non riconosciuto, quello per fallo su Pecchioli. Dispiace, perché i ragazzi ci hanno messo tutto, ma la vittoria non è arrivata. E poi il primo gol loro, su penalty. Ma quante mischie in area ci sono come quelle in 90 minuti? Se ogni volta, per un contrasto del genere, venisse assegnato un rigore, quanti se ne dovrebbero assegnare a partita? E poi non è possibile che ogni volta che vengono giù due schizzi d’acqua il terreno si riduca in quelle condizioni e non si possa più giocare a calcio: questo è un fattore che ci penalizza». Quindi, il 2-2 è un brutto risultato? «Il pari va bene e non va bene. Sapevamo che avremmo incontrato difficoltà, dovute anche al fatto che l’Imolese a livello fisico ha forza, soprattutto nei due difensori centrali. E noi non siamo macchinette, tra l’altro siamo scesi in campo con una squadra molto giovane, meglio di quel che abbiamo fatto probabilmente non avremmo potuto: non posso rimproverare niente ai ragazzi, anche se ci mancano questi due punti, ma – ripeto – non siamo macchinette». Quando Pagliuca parla di giocatori che non sono macchinette fa intravedere che qualcosa non è andato come avrebbe dovuto, al netto anche del terreno pesante e delle valutazioni arbitrali: «Dopo il primo gol abbiamo un po’ mollato come atteggiamento. Ci siamo un po’ abbassati, ma per una contingenza tattica, perché avevamo in campo due mezzepunte – Floris e Chianese – a fare i centrocampisti e i nostri avversari ci scappavano sui lanci: così noi abbiamo dovuto abbassare. A proposito di Floris. L’avevo messo in preventivo che, in una situazione anche di fondo di gioco, del genere lui con i suoi tiri da fuori area avrebbe potuto essere incisivo. In effetti, un palo e poi quello che ritengo un gol mancato confermano questa mia previsione». Tarantino quando è entrato ha fatto la differenza; poteva essere inserito anche prima, probabilmente: «Ho pensato di dare più spessore al centrocampo e, inserendo Angeli e Calcagni, l’idea era schiacciare maggiormente gli avversari.
«L’ingresso di Tarantino avrebbe implicato uno stravolgimento tattico». Sull’altro versante, lucida l’analisi di Farneti: «Può nascere un po’ di amarezza per il fatto che la Lucchese ha pareggiato proprio all’ultimo assalto, ma il pareggio è giusto».
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Ci prova Bacci a rispondere: «Abbiamo giocato bene, a parte uno scampolo alla fine del primo tempo. Ho visto una squadra che ci ha messo tutto l’impegno, su un campo pesante che non ci è mai stato favorevole e non siamo riusciti a chiudere la partita nel migliore dei modi. L’aspetto peggiore è il campo pesante che, per questa Lucchese, è davvero penalizzante. Sì, qualche rimpianto c’è».
Infine Tarantino: «Un giocatore vorrebbe sempre stare in campo. Il mister lo sa: mi rode quando sto fuori. Però quando non avrò più queste sensazioni, smetterò di giocare. Ho esultato così per la gioia del momento, non c’era nessuna rivalsa. Anche perché conosco le regole». (f.b.)
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