Sicurezza
Susanna Erbstein ringrazia il professor Sereni
LUCCA. Una telefonata che non t’aspetti. E per questo ancora più gradita. È quella ricevuta ieri dal professor Umberto Sereni dopo che nei giorni scorsi aveva lanciato l’idea - proprio dalle colonne...
LUCCA. Una telefonata che non t’aspetti. E per questo ancora più gradita. È quella ricevuta ieri dal professor Umberto Sereni dopo che nei giorni scorsi aveva lanciato l’idea - proprio dalle colonne de «Il Tirreno» d’intitolare il Porta Elisa al grande allenatore Ernest Egri Erbstein che per primo nel 1936 portò la Lucchese in serie A ottenendo il miglior piazzamento di sempre (ottavo posto). A chiamarlo, commossa, la ballerina Susanna Egri Erbstein, 87 anni, la figlia del grande allenatore di origini ebraiche che, dopo essere stato deportato in un campo di lavoro in Ungheria, tornò in Italia e fu chiamato dal Torino per costruire la squadra più forte del mondo concludendo la sua vita terrena assieme ai suoi ragazzi nel terribile schianto dell’aereo di ritorno da Lisbona contro la basilica di Superga. «Ha ricevuto l’articolo uscito su Il Tirreno da un suo amico d’infanzia (il ginecologo Claudio Domenici). - dice Sereni - Sarebbe felice di sapere che la città dove ha vissuto i momenti più belli della sua infanzia e dove ha debuttato come ballerina al teatro del Giglio e dove si esibì per l’ultima volta nel 1948 dedicherà lo stadio, inaugurato proprio quando Erbstein allenava la Lucchese, al suo amato papà. Chiedo al sindaco e all’assessore allo sport di rompere gli indugi e di verificare se esiste questa possibilità». Gli fa eco il commerciante Vittorio Melecchi, il cui papà fu calciatore rossonero e la cui famiglia è stata sempre vicina alla Lucchese nel corso degli anni. «Un’idea in grado di unire tanti appassionati» dice Melecchi. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
