Sicurezza
Maestrelli e Vitale, un tuffo nel passato
L’ex presidente dei trionfi e il direttore sportivo seduti in tribuna hanno ricevuto il giusto tributo dai tifosi rossoneri
LUCCA. Fa un certo effetto vedere Egiziano Maestrelli al Porta Elisa (accompagnato dal figlio Giulio) seduto al fianco di Pino Vitale. Fa un certo effetto perché è come tornare indietro nel tempo quando eravamo tutti più giovani. Anni Ottanta-Novanta. Le promozioni non dall’Eccellenza alla serie D, ma dalla C alla B. Eppoi la Coppa Italia e la promozione in A sfiorata in due circostanze prima con l’Omone (Orrico) e poi con Maciste (Bolchi) in panchina. Giocatori che finivano facilmente nel mirino delle squadre di A (e da lì, magari, alla Nazionale, come nel caso di Di Francesco). Gli spalti dello stadio decisamente pieni. Il tempo è passato inesorabile, ma l’applauso spontaneo - anzi per meglio dire la standing ovation - tributato da tutto lo stadio all’annuncio dello speaker Enrico Turelli della sua presenza in tribuna d’onore è stato l’omaggio più bello e più sentito a un uomo che ha riportato Lucca nel calcio che conta creando una società modello e in grado di restare in B per nove stagioni consecutive.Un brivido lungo la schiena ha percorso tifosi che oggi hanno i capelli bianchi e che vent’anni fa attendevano con ansia la domenica per assistere alle gesta eroiche di Paci e Simonetta piuttosto che di Donatelli e Rastelli o del tandem difensivo Pascucci-Montanari. A tenere alto il nome di quella generazione di fenomeni è rimasto il più concreto e il meno appariscente: Bruno Russo. La Ruspa che macinava chilometri ed avversari per consentire ai compagni dai piedi buoni e dal gol facile di andare a bersaglio e conquistare punti e onori. Tante le persone che, prima della partita o nell’intervallo, sono andati a salutarlo, a stringergli la mano, a incitarlo. La malattia lo ha reso meno lucido, ma quel sorriso e quello sguardo verso il manto erboso sono come uno scrigno di ricordi incancellabili per migliaia di lucchesi tifosi e non. L’applauso sincero del popolo rossonero non era nostalgico, ma di ringraziamento per quanto ha fatto per la città e la squadra che la rappresenta. Dopo di lui il diluvio. La gestione Grassi che non è riuscita a riportare la squadra in B e poi le scellerata epopea di Fouzi Hadj che ha portato al primo fallimento e infine le mire edilizie di Valentini che hanno provocato il secondo crac in meno di tre anni e mezzo. Accanto al presidente come sempre il suo fedele direttore sportivo, il principe dei ds: Giuseppe «Pino» Vitale. Sessantasei anni e una breve esperienza a Spezia l’anno scorso. Si è divertito l’uomo che per anni costruì una Lucchese competitiva e spesso vincente: «Una bella partita. Peccato che la pioggia abbia reso pesante il fondo di gioco, ma davvero una gara avvincente. Pochi spettatori? È così ovunque. Oggi la gente la domenica pomeriggio preferisce stare in casa a guardare la partita in televisione. Mi hanno detto che a Bologna c’erano solamente diecimila persone solamente. La realtà è questa, c’è poco da fare. Se rientrerò nel giro? La ruota gira, c’è una nuova generazione che prende il nostro posto».
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