Il Tirreno

Lucca

Bagatti, il tifoso rossonero all’esame di maturità

di Luca Tronchetti
Bagatti, il tifoso rossonero all’esame di maturità

Il tecnico-psicologo-albergatore artefice del miracolo granata punta alla Lega Pro sfidando i ricordi

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LUCCA. Nove mesi dopo torna sul luogo del delitto. Ma stavolta non è alla guida di una formazione giovane e formata quasi esclusivamente da studenti e dilettanti come la Virtus Pavullese che al Porta Elisa venne sconfitta per 3-0, ma di una corazzata come la Correggese zeppa di professionisti che dal martedì al sabato pensano soltanto ad allenarsi e che rappresenta, volenti o nolenti, l’unico vero ostacolo tra la Lucchese e il ritorno in Lega Pro. Massimo Bagatti, 48 anni, laureato in psicologia, gestore dell’hotel Appennino, l’albergo di Fiumalbo sul monte Cimone che trent’anni fa per 4 stagioni di fila ospitò la Lucchese in ritiro, medita una piccola rivincita dopo gli schiaffi subiti la passata stagione con la formazione di Pavullo nel Frignano. Tra andata e ritorno 7 gol al passivo, 0 all’attivo. «Quel 3-0 della passata stagione mi pesa ancora. - dice Bagatti - Sul piano del gioco la Pavullese si mosse bene e purtroppo venne punita in modo eccessivo. Stavolta torno a Lucca nella convinzione di giocarmela sino alla fine. Ho visto i filmati della Lucchese. Premetto che si tratta di una squadra fortissima con i sette over che sono un lusso per la categoria e potrebbero ben figurare anche in Lega Pro e i 4 giovani tutti molto bravi. Non per questo però i miei ragazzi si tireranno indietro. Cercheremo di fermare i padroni di casa senza stravolgere la nostra mentalità e il nostro sistema di gioco. Dobbiamo pressarli e aggredire gli spazi. Abbiamo moduli speculari e credo che alla fine la partita si deciderà a livello psicologico. Vincerà chi mentalmente sarà in grado di reggere la pressione e di sbagliare di meno. Il pareggio? Noi scendiamo sempre in campo per far gol e cercare di vincere. Poi ci sono anche gli avversari e la Lucchese è la vera corazzata del campionato. Ripeto, grande rispetto, ma nessun timore per il blasone dei rossoneri e la consapevolezza, frutto delle 16 partite disputate sinora, di poterci giocare sino in fondo le chances di vittoria». In 12 mesi Bagatti da allenatore retrocesso è diventato un tecnico di successo proiettato a diventare allenatore vero: «Ringrazio il presidente Lazzeretti che mi ha dato fiducia. Gli avevano parlato bene di me e appena rilevata la Correggese ha voluto avere un colloquio. All’ex socio del Carpi e presidente della Dorando Pietri è bastata mezza giornata per farmi firmare». Il tecnico emiliano nega che la Correggese sia stata costruita per vincere il campionato: «Guardi che inizialmente Luppi e Zini non c’erano. Il primo è venuto ad allenarsi con noi in attesa di trovare un ingaggio nei professionisti, il secondo era fuori rosa con la Reggiana. Per il resto la nostra è formazione normale con tanti ragazzi che provengono dall’Eccellenza (il forte montenegrino Sabotic dal Rolo) che si differenzia dalle altre per l’ottima organizzazione del club. C’è un campo di allenamento per la prima squadra, una società verticistica che rispetta puntualmente gli impegni e che ci fa sentire professionisti in un mondo di dilettanti. La Lucchese resterà per sempre nel mio cuore, ma oggi sono il tecnico della Correggese e avrò il dovere di cercare di batterla. La formazione? L’unico dubbio ce l’ho davanti. Gucci non è ancora al top e potrei preferirgli Paganelli».

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