Proteste
Lucchese-Comune ai ferri corti
La società stacca le utenze al rugby e alla boxe per il mancato rispetto sui pagamenti previsti
LUCCA. La bomba scoppia nel primo pomeriggio. Una deflagrazione frutto di un mancato rispetto degli accordi presi il 6 settembre al momento di sottoscrivere la convenzione. Se siano 10-15mila euro come sostiene il Comune o ci sia in ballo anche una vecchia fattura da 35mila euro come sostiene il club rossonero poco importa. La questione è di principio. Se l’amministrazione ha promesso di pagare certe utenze e 100 giorni dopo quella firma nero su bianco ancora non è stata mossa foglia allora vuol dire che c’è qualcosa che non quadra. Se sia colpa di qualche dirigente o funzionario comunale che nasconde le pratiche o non agisce con sollecitudine a quanto gli viene indicato da sindaco o assessori oppure sia la stessa giunta che a parole si dice disponibile a venire incontro alla Lucchese e nei fatti non muove foglia è un problema che andrà chiarito in tempi brevi. Stando così le cose però il presidente Andrea Bacci ha deciso di staccare le utenze del campo 4 dell'Acquedotto, sui cui si allena una squadra di rugby, e della palestra di pugilato che si trova sotto la tribuna coperta dello stadio Porta Elisa. «La Lucchese - si legge nella nota emessa dalla società rossonera - non può continuare ad accollarsi per intero i costi dei consumi di altre realtà sportive e spera che la sua decisione possa portare a un cambiamento di rotta da parte dell'amministrazione affinché metta in atto il piano di razionalizzazione delle spese che comporti il risparmio promesso in sede di trattativa».
L’amarezza del presidente. È deluso il presidente della Lucchese. Proprio alla vigilia della sfida più importante - quella con la Correggese seconda della classe - e con Egiziano Maestrelli, i figli Giulio e Riccardo e l’ex ds Pino Vitale invitati in tribuna vip, arriva la doccia fredda: «Siamo fermi alla vecchia fattura da 35mila euro non liquidata. E le altre non sono neanche passate agli uffici competenti. - dice al telefono il patron - Ho chiesto spiegazioni ai dirigenti. Mi sono sentito rispondere che non avevano avuto alcuna fattura legata alla Lucchese. E quando ho tuonato che sarei stato costretto a staccare le utenze di altri sport (rugby e pugilato, che non c’entrano con questa diatriba) mi sono sentito rispondere che dovevo farlo da tempo. La situazione è di una gravità inaudita. Ci sono interessi precisi di boicottare l’attività della Lucchese. Manca la volontà di fare, il rispetto per il lavoro altrui. Noto un immobilismo che la città non merita. Peccato, propria ora che mi stavo affezionando alla piazza e alla squadra».
Tuccori spiazzato. L’assessore è stato informato dallo stesso Bacci della decisione di staccare le utenze: «Il contratto con Sinergo non si è potuto perfezionare per vari motivi (pare che la pratica affidata - oralmente o per scritto? - a un dirigente non sia stata evasa), ma ribadisco la volontà a versare quei 10-15mila euro previsti per le utenze. Ho chiesto inutilmente a Bacci qualche giorno di pazienza (lunedì tra l’altro ci sarà un incontro tra l’assessore e il club rossonero). Ci eravamo adoperati nell’assegnazione dei campi della ex Fortis Lucchese per favorire la prima società di calcio cittadina. Ma se questa è la risposta ci limiteremo ai rapporti istituzionali». Più chiaro di così.....
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