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Il CAPOCANNONIERE: MAi SCONFITTo Al PORTA ELISA
LUCCA. Il dribbling e la rapidità sono le sue armi migliori. Ma è soprattutto la testa che è cambiata per Davide Luppi, 23 anni, superbomber di tutti i gironi di serie D con la maglia della...
LUCCA. Il dribbling e la rapidità sono le sue armi migliori. Ma è soprattutto la testa che è cambiata per Davide Luppi, 23 anni, superbomber di tutti i gironi di serie D con la maglia della Correggese. In Emilia ha trovato l’ambiente ideale e l’allenatore giusto per fare il salto di qualità. E oggi Luppi è oggetto del desiderio di numerose formazioni di B e Lega Pro.
Ci tiene da matti a far bene al Porta Elisa uno stadio che conosce perché ci ha già giocato nell’aprile del 2011 in notturna (ultima volta a Lucca di una sfida giocata con i riflettori accesi) quando militava nell’Esperia Viareggio: «Giocai un quarto d’ora (entrò al 33’ della ripresa a rilevare Cristiani) e il derby si concluse con un pari a reti bianche. Con la Lucchese non ho mai perso: anche allo stadio dei Pini la sfida era finita in parità». Con i bianconeri Luppi in 25 partite mise a segno un solo gol. Ma anche a Portogruaro, sempre in Prima Divisione, aveva realizzato solo tre reti. L’esplosione è arrivata quest’anno dopo una stagione trascorsa tra panchina e tribuna a Sassuolo.
«Un po’ è stata colpa mia, un po’ di certi allenatori (leggasi Perinelli nelle giovanili del Bologna) che non hanno capito le mie doti e un po’ per moduli tattici (come per esempio il 4-4-2) che mal si addicevano alle mie caratteristiche. L’anno trascorso a Sassuolo con mister Di Francesco è stato fondamentale per la mia crescita di uomo e di calciatore. La scelta di Correggio? Sono nato in provincia di Bergamo, ma sono cresciuto a Carpi. Quest’estate in attesa di trovare una collocazione tra i professionisti sono andato ad allenarmi con la Correggese che aveva cambiato dirigenza e ho avuto la fortuna di conoscere il tecnico Bagatti. Con lui è nato un feeling particolare. Una persona speciale: eccezionale sul piano umano e molto competente a livello tecnico-tattico. Ha formato un gruppo unito che punta decisamente alla promozione. Mi cercano in tanti e sono felice, ma resterò in maglia granata sino a giugno nella speranza di coronare questo sogno».
Della Lucchese massimo rispetto, ma nessuna paura: «Veniamo per vincere – sostiene l’attaccante cresciuto nei dilettanti carpigiani della Due Ponti -. Giochiamo con un modulo speculare a quello rossonero, ma con maggior propensione offensiva». Sa bene che la porta di Casapieri è inviolata da 270’. «Se sono in testa alla classifica un motivo ci deve pur essere. I rossoneri sono una squadra quadrata in tutti i reparti con tanti ex professionisti. Ma noi siamo concentrati su quello che dobbiamo fare e non guardiamo l’avversario. L’intesa con Gucci? Lui è fortissimo di testa, io me la cavo di piede. Credo che ci compensiamo bene». La Correggese non è soltanto la coppia d’attacco: «Tutti i componenti la roso sono elementi di livello che meritano altri palcoscenici. Se devo dire un nome per tutti dico il terzino d’attacco Sabotic. Gran fisico, gran corsa. Una forza della natura».
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