Il Tirreno

Lucca

Danesi, allievo prediletto dell’Omone di Volpara

di Luca Tronchetti
Danesi, allievo prediletto dell’Omone di Volpara

Il tecnico da anni segue gli insegnamenti di Orrico: «I ragazzi mi seguono, possiamo ancora salvarci»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. A sentirlo parlare sembra proprio di ascoltare l’Omone di Volpara. D’altronde Corrado Orrico è il suo mentore, il maestro di vita e di calcio, l’uomo a cui deve tutto dal lato umano e professionale. Andrea Danesi, calciatore mancato e tecnico per vocazione, almeno una volta alla settimana percorre la strada che conduce all’eremo di Volpara e ascolta le parole del vate: «Lui è la mia Treccani. Ci siamo sentiti anche questa settimana e mi ha dato i soliti consigli che un padre può dare al figlio. Per me è un maestro e gli sarò sempre grato e riconoscente. Voleva venire a vedere il derby, ma deve fare un fondo del lunedì per “Il Tirreno” sulla serie A (la gabbia, ndr) e siccome è un professionista si documenta prima di inviare un pezzo al giornale. Vorrà dire che se il Forcoli farà risultato andremo a pranzo assieme magari a spese della mia società». Da giovane Danesi era una promessa. Giovanili dell’Inter sino alla Primavera, Carrarese e Massese in C1. Poi due infortuni che gli distruggono la carriera a 21 anni: «Mi sono rotto due crociati e ho dovuto dire addio ai sogni di gloria. Ma non mi sono certo perso d’animo. Il calcio è la mia vita e ho cominciato a 23 anni a fare l’allenatore. Partendo dal gradino più basso: la Terza categoria». Atletico Carrara con due promozioni di fila, poi San Marco Avenza, Marina La Portuale e infine in Eccellenza con il Pietrasanta Marina per poi passare alla Berretti del Viareggio. «Il diesse Corradetti e il Forcoli mi hanno dato un’opportunità e non finirò mai di ringraziarli. - prosegue il trainer amaranto che alla quarta giornata ha sostituito l’ex rossonero Alberto Francesconi - Sapevo che sarebbe stata dura, ma noi non molliamo. Guardi da un mese e mezzo riceviamo i complimenti degli avversari perché i miei giovanotti per 60-70 minuti si trovano nella metacampo avversaria. Ci manca il gol e il presidente sta facendo di tutto per accontentarmi nel limite delle sue possibilità che non sono certo quello di squadroni come Lucchese, Correggese, Massese, ma anche Romagna Centro, Mezzolara e Virtus Castelfranco. Abbiamo rivoluzionato l’organico e sono arrivati ragazzi che conosco e che sanno che ci sarà molto da lavorare. Come si ferma la Lucchese? Non certo facendo le barricate, ma giocandocela a viso aperto. Sono abituato a lavorare sul campo e le sfide impossibili non mi fanno paura. Contro la capolista non abbiano nulla da perdere e daremo battaglia sino al triplice fischio. Tutti avanti e tutti indietro. Perché alla fine si vince e si perde in undici». Pagliuca è avvertito, Danesi fa sul serio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa