Italia
Guastapaglia spera di imitare Vidal
Lo studente lucchese milita negli Allievi del Livorno e frequenta il liceo scientifico
LUCCA. Conciliare sport e studio è sempre stato un rompicapo difficile da risolvere. Il problema sembra non riguardare Giacomo Guastapaglia, 16 anni, calciatore degli Allievi Nazionali del Livorno. Cosa lo rende tanto speciale? Giacomo riesce a gestire una vita sportiva ad altissimo livello, con tutto lo stress e le rinunce che comporta, mantenendo una media scolastica di tutto rispetto.
Guastapaglia, rompiamo il ghiaccio parlando subito di sport: in che ruolo giochi? «Gioco centrocampista centrale negli Allievi Nazionali del Livorno. A scuola ho la media del sette pieno in terza superiore al liceo scientifico Vallisneri».
Una media di tutto rispetto considerando la routine molto pesante che affronti durante la settimana: raccontaci la tua giornata tipo. «Sveglia alle 6 e 40, entro a scuola alle 8. All'una mi viene a prendere mio papà con la borsa e il pranzo, che consumo durante il tragitto tra la mia scuola e la stazione. Prendo il treno alle 14 per Pisa Centrale e durante il viaggio ne approfitto per avvantaggiarmi con lo studio. Alla stazione c'è un pulmino della squadra che mi porta al campo. Mi alleno dalle 15 alle 17 e più o meno alle 19.30 sono a casa. Studio fino a che arriva mio papà, verso le 20.30 mangio e alle 21.30 circa vado a letto». Tutto questo per quattro volte a settimana. Per la tua età hai uno stile di vita molto intenso e immagino che questo non sia privo di contraccolpi. C'è qualcosa a cui sei costretto a rinunciare? «Durante la settimana vado a letto prestissimo e il sabato sera non più tardi delle 22, quindi quando gli altri vanno in discoteca, io dormo. In più devo anche mangiare sano. Però io non le considero come rinunce perché il calcio è la mia passione e non sento il peso di tutti i sacrifici che faccio. Mi ritengo un ragazzo normale che è spinto da un amore sfrenato verso questo sport». Hai un modello a cui ti ispiri nel calcio e uno che prendi come esempio nella vita? «Il mio modello calcistico è Arturo Vidal perché è un centrocampista completo, abbina quantità e qualità ad un senso smisurato del goal; l'altro è Alessandro Del Piero, che, oltre a essere un grande campione, è anche un grande uomo: umile, generoso, costante e determinato». Dove ti vedi tra qualche anno? »Il mio sogno sarebbe giocare nella mia squadra del cuore, la Juventus. Per adesso però resto con i piedi per terra: spero di essere riconfermato con gli Allievi del Livorno a fine anno. Dopo il liceo mi piacerebbe andare all'università, ma ancora non so cosa farò».
Andrea Della Maggiore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
